PRATO – Sarà possibile visitare fino a lunedì 20 luglio, nella Sala Biagi di Palazzo Banci Buonamici, l’installazione che riproduce una cella della casa circondariale La Dogaia di Prato. L’iniziativa, promossa dalla Camera Penale di Prato in collaborazione con la Provincia di Prato, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulle condizioni del sistema penitenziario italiano e richiamare l’attenzione sulla situazione dei detenuti.
La ricostruzione riproduce fedelmente una cella di quindici metri quadrati, arredata con un letto a castello, un letto singolo, un bagno e un tavolino, offrendo ai visitatori la possibilità di comprendere concretamente gli spazi in cui vivono i detenuti. L’inaugurazione dell’installazione si è svolta alla presenza del presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, del sindaco di Prato Matteo Biffoni, della presidente della Camera Penale di Prato Elena Augustin, del direttore della casa circondariale La Dogaia Luca Cicerelli, della presidente del Tribunale di Prato Patrizia Pompei, del presidente del Tribunale di Sorveglianza Fabio Gianfilippi, della Garante dei detenuti Margherita Michelini, del direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro Giuseppe Rossi, e dei rappresentanti del Gruppo Barnaba.
“Siamo davvero soddisfatti di ospitare a Palazzo Banci Buonamici questa installazione, perché rappresenta un’importante occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di detenzione nel nostro Paese e favorire una riflessione su un tema che riguarda i diritti, la dignità della persona e il ruolo rieducativo della pena – ha dichiarato il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai – Entrare all’interno della cella e rendersi conto della limitatezza dello spazio e delle difficoltà che caratterizzano la vita quotidiana di un detenuto può aiutare a comprendere la complessità della situazione che stanno vivendo oggi gli istituti penitenziari italiani.
“Basta guardare a quanto accade nel nostro carcere de La Dogaia – ha proseguito Calamai – dove il sovraffollamento, la carenza di personale, la mancanza di agenti della Polizia Penitenziaria e le criticità strutturali rendono ancora più difficile garantire condizioni dignitose. Si tratta di una situazione che richiede l’impegno e l’attenzione di tutte le istituzioni.
“Le carceri sono uno dei luoghi in cui lo Stato manifesta concretamente la propria funzione – ha concluso – Se è chiamato a garantire l’esecuzione della pena, deve anche assicurare il pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, che sancisce non solo il principio di umanità della pena, ma anche la finalità rieducativa della detenzione. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto se gli istituti penitenziari sono in grado di offrire condizioni adeguate e percorsi di trattamento che favoriscano il reinserimento sociale delle persone detenute”.
L’installazione sarà visitabile tutti i giorni fino al 20 luglio, dalle 18 alle 20. Nella giornata di giovedì l’orario sarà prolungato fino alle 23.


