PRATO – Alla Corte delle sculture andrà in scena lo spettacolo Amleto , tutto quello che non so, una produzione servomutoTeatro – tratto da Amleto di William Shakespeare con la supervisione artistica Luca Spadaro, scenografia Nico Cremona e photo Michele Zucchetti – di e con Matteo Ippolito, Premio Hystrio alla vocazione 2018.
Amleto, tutto quello che non so nasce da una domanda: come si fa a diventare grandi? Da qui si apre il vaso di Pandora, che diventa la testa di Amleto. Il punto di partenza dell’Amleto sono le domande solite e irrisolte che attanagliano tutti. Domande vaghe e fondamentali sulla vita, la morte, le relazioni, la realtà e la finzione. Per fare di queste domande il centro della propria esistenza, senza stancarsi e metterle da parte, per esplorarle senza fermarsi ci vuole un’energia formidabile, quella che anima i bambini e gli eroi. E così dovrebbe essere Amleto, e l’attore che lo interpreta: un bambino, un eroe. Non abbiamo le istruzioni per diventare grandi, per crescere, non sappiamo cosa ci aspetta domani, o tra un’ora o tra un minuto eppure siamo in moto e non ci fermiamo. Siamo una pallina su un piano inclinato. Esattamente come Amleto nell’opera di Shakespeare. Cosa accade nel fare incontrare e collidere una persona reale con un personaggio archetipico? Da qui, dalle domande, inizia il personalissimo punto di vista di Amleto rispetto a ciò che accade nella sua storia, punto di vista che si fonde con quello di un attore, di una persona normale che, centinaia di anni dopo, incontra le stesse densità, gli stessi scogli, le stesse paure. Amleto è un eroe atipico. Amleto è un ragazzo normale catapultato nell’impossibile, preso e lanciato nelle responsabilità, nelle conseguenze delle azioni. Amleto, come molti di noi, è un ingranaggio non perfetto inserito quasi per caso in qualcosa di più grande di lui: la vita.
Al Chiostro di San Domenico è in programma La vita che a lui piace a cura di Aps Pratoteatro. Una serata con letture di Daniele Griggio accompagnate da musiche scelte ed eseguite da Tatiana Fedi e Ilaria Carlini e luci di Lorenzo Castagnoli. Nel quadro dell’anno francescano, Ritorno alla vita VII edizione propone una serata dedicata alla lettura dei Fioretti di San Francesco con l’obiettivo di offrire al pubblico un momento di riflessione e ascolto. Attraverso parole semplici e senza tempo, i racconti della vita di San Francesco d’Assisi parlano ancora oggi di umanità, pace, povertà e fraternità, offrendo uno spazio di incontro interiore e condivisione comunitaria.
Eventi a ingresso libero fino a esaurimento posti.


