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Attucci (FdI): “Tributi mai incassati per 75 milioni pesano sulle casse del Comune di Prato”

"Una somma ingente che rischia di non essere mai recuperata"

PRATO –  La consigliera comunale di Fratelli d’Italia Cristina Attucci interviene sull’aumento della Tari: “Un accumulo di oltre 75 milioni di euro di residui attivi di natura tributaria accertata e mai incassata pesa sulle casse del Comune di Prato nel Rendiconto 2025, a fronte di un tasso di recupero dell’evasione che non supera un risicato 5,2% al 1 luglio 2026 per la Tari. I dati emergono dal bilancio di assestamento dell’ente proprio mentre l’amministrazione comunale si appresta a varare un consistente aumento della TARI a carico di famiglie e imprese locali”.

“Nel linguaggio contabile della pubblica amministrazione, quei 75 milioni rappresentano i residui attivi: crediti che comprendono in maniera rilevante la quota parte della tassa rifiuti maturati negli anni, ma mai entrati in cassa – prosegue Attucci – Una somma ingente che in buona parte rischia di non essere mai recuperata a causa di prescrizioni, contenziosi e irreperibilità dei debitori. Per legge, il Comune è costretto ad accantonare obbligatoriamente risorse nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) per coprire tutte le entrate non certe, e finiscono qui anche parte gli oltre 6 milioni di recupero TARI inseriti nell’ultimo assestamento di bilancio. A nutrire questa morosità contribuiscono in modo significativo le criticità del tessuto economico e urbano pratese, segnato dal fenomeno delle aziende “apri e chiudi” — che cessano l’attività prima di saldare i tributi — e dall’impatto economico e di degrado legato all’abbandono dei sacchi neri nel territorio.

“Mentre la percentuale di recupero resta ferma al 5,2% e le ditte irregolari spariscono senza versare un euro di TARI, l’amministrazione si appresta a varare un nuovo aumento della tariffa che, senza un cambio di rotta, rischia di non essere l’ultimo. Anche l’ipotesi di ridurre le tariffe facendo affidamento sul recupero dell’evasione o su un maggior impulso alla riscossione è una narrazione illusoria. I numeri dimostrano chiaramente che questi soldi non entrano: costruire i bilanci basandosi su crediti difficili da recuperare sposta soltanto il problema nel tempo, senza risolverlo e creando nuovi buchi per il futuro. Serve subito un piano di controlli preventivi e una vera lotta all’evasione. Non si può continuare a scaricare sui cittadini e sulle imprese che versano fino all’ultimo centesimo, il peso della costante tolleranza dell’amministrazione comunale verso tutte le forme di illegalità che hanno stravolto l’economia del territorio”.

 

 

© Riproduzione riservata

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