PRATO – “Le parole pronunciate sabato 26 settembre da Matteo Biffoni all’assemblea nazionale dei Riformisti PD a Prato suscitano non poche perplessità”. A rilevarlo è Alessio Laschi, Segretario Sinistra Italiana Prato, Alleanza Verdi e Sinistra: “Come segretario di Sinistra Italiana Prato, Alleanza Verdi Sinistra, sono stato tra chi ha sostenuto con convinzione la sua ricandidatura a sindaco. Un sostegno dato non per calcolo, ma per la fiducia in un progetto comune. Ora Biffoni ha invitato il PD a smettere di appiattirsi sulle posizioni di AVS e M5S, per tornare a occuparsi dei propri temi. Un’affermazione che, detta da chi amministra grazie anche ai voti di quelle stesse forze, suona come una mancanza di ascolto verso chi ha condiviso con lealtà un percorso comune.
E i temi cari ai riformisti sono lontani dalle nostre posizioni: il sostegno incondizionato, anche militare, all’Ucraina; un ddl sull’antisemitismo che noi guardiamo con preoccupazione, visti i rischi che comporta per l’espressione del dissenso; un’agenda incentrata sulla competitività delle imprese più che sulla redistribuzione e sul welfare. Sono scelte ben diverse da ciò per cui AVS si batte ogni giorno sui territori. I numeri, del resto, parlano chiaro: alle comunali di maggio, AVS ha portato alla coalizione il 4,11% e il Movimento 5 Stelle il 2,33%. Senza quei voti, Matteo Biffoni sarebbe sceso sotto la soglia del 50% necessaria per essere eletto sindaco al primo turno: saremmo andati al ballottaggio. Un fatto che dovrebbe imporre il riconoscimento delle istanze avanzate da una parte dell’elettorato, non l’invito a mettere da parte le nostre posizioni. Prima di ogni appartenenza politica, prima di ogni etichetta, ci sono le persone ed è da lì che si dovrebbe sempre ripartire, confrontandosi prima di proporre strategie e soluzioni.
Colpisce, poi, che si continui a proporre come “novità” una linea che in tutta Europa ha già dimostrato di non funzionare: dove la sinistra ha inseguito il centro ha perso terreno, dove ha avuto il coraggio di parlare con chiarezza alla propria base sociale ha retto o è tornata a crescere. Lo dimostra la nostra stessa vittoria a Prato, arrivata perché abbiamo guardato a sinistra, non al centro. Pensare di guardare ancora una volta al centro ci allontana nei territori, dove si costruisce ogni giorno il rapporto con le persone, e ci allontana dentro il campo largo, indebolendo proprio quella coalizione che a Prato ha vinto. Rincorrere il centro non è cambiamento: è la fotografia di un partito, che scambia la nostalgia per una strategia.
Un vero rinnovamento richiederebbe pertanto coraggio politico e confronto con chi lo ha reso possibile. Prendiamo atto che quella nuova stagione, annunciata in campagna elettorale alcuni mesi fa, al momento non esiste: si rilancia invece a livello nazionale una ricetta che ancora una volta esclude le istanze che provengono dai territori e di una larga parte di persone, di cui ci sentiamo portavoce.
La differenza tra un’alleanza e un appiattimento smaltirò de è questa: nell’alleanza ciascuno porta il proprio punto di vista, prova a costruire una sintesi e si assume insieme la responsabilità delle scelte. Se il PD vuole tornare a occuparsi dei propri temi, ne siamo sinceramente contenti. Noi continueremo a occuparci dei nostri. E continueremo a lavorare perché nel centrosinistra le differenze non diventino muri, ma possano trasformarsi in una proposta comune capace di parlare a una città complessa come Prato”.


