Banchelli: “Meno cemento, più verde e spazi pubblici pensati per il futuro”

"Deve cambiare la città"

PRATO – “La Protezione civile sta facendo un lavoro importante e va sostenuta. Ma dalla Commissione di oggi emerge un principio che dobbiamo avere il coraggio di tradurre in scelte politiche: quando un’emergenza diventa strutturale, non può più essere affrontata soltanto come emergenza. Deve cambiare la città”. È questa la posizione espressa da Gianluca Banchelli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Prato, durante la Commissione urbanistica dedicata anche ai temi delle ondate di calore, dei rifugi climatici e del rischio idraulico. Nel corso della seduta è stato ricordato il lavoro svolto durante l’estate per mettere a disposizione spazi climatizzati e servizi di supporto alla popolazione, ma è emersa anche la necessità di affrontare in modo strutturale fenomeni che stanno diventando sempre più frequenti.

“È evidente che il clima sia cambiato, così come sono cambiate l’intensità delle piogge e le temperature. Ma dobbiamo avere l’onestà di dire che negli ultimi decenni sono cambiate anche le città, spesso nella direzione sbagliata – ha aggiunto – abbiamo impermeabilizzato troppo, cementificato troppo e progettato spazi pubblici privilegiando la facilità di manutenzione, il decoro o l’estetica, senza valutare abbastanza la capacità del suolo di assorbire l’acqua, la presenza di ombra, di alberi e di spazi realmente vivibili nei mesi più caldi”. Banchelli ha richiamato in particolare il tema delle piazze e degli spazi pubblici. “Dobbiamo cambiare paradigma – ha aggiunto – non possiamo continuare a pensare alle piazze come grandi superfici di pietra e poi stupirci se, quando arrivano precipitazioni molto intense, l’acqua corre invece di essere assorbita, oppure se in estate quegli stessi spazi diventano difficili da vivere. Nei nuovi progetti dobbiamo avere più verde, più alberi, maggiore permeabilità dei suoli, ombra e acqua”. Nel suo intervento, Banchelli ha anche sottolineato anche la necessità di superare una lettura esclusivamente emergenziale del problema.

“I rifugi climatici rappresentano una risposta utile nel breve periodo e il lavoro svolto dalla Protezione civile e dalle associazioni va riconosciuto. Ma la vera sfida è costruire una città che tra dieci anni abbia meno bisogno di rifugi climatici e nella quale le emergenze idrauliche siano meno frequenti e meno gravi – ha proseguito – se ogni anno dobbiamo rincorrere gli stessi problemi, significa che dobbiamo intervenire sulle cause strutturali. Questo significa anche assumersi la responsabilità delle scelte urbanistiche fatte negli anni. Non è una questione di attribuire colpe a una parte politica ma, riconoscere che in passato molte decisioni sono state prese con parametri diversi da quelli che oggi il cambiamento climatico ci impone. Proprio per questo serve uno “switch” culturale e amministrativo”. Per Banchelli, il prossimo passaggio deve infine riguardare direttamente la pianificazione urbanistica della città. “Nei prossimi strumenti di pianificazione dobbiamo introdurre criteri molto più forti sulla permeabilità dei suoli, sulle alberature, sull’ombreggiamento, sull’utilizzo dell’acqua negli spazi pubblici e sulla riduzione delle superfici completamente mineralizzate. Sono scelte i cui risultati probabilmente si vedranno tra dieci anni, ma proprio per questo dobbiamo cominciare oggi – ha concluso – durante la Commissione è stata inoltre prospettata la possibilità di effettuare sopralluoghi nelle aree più critiche della città e di approfondire il rischio idraulico insieme agli uffici e agli altri soggetti competenti.

Su questo credo che la Commissione possa fare un lavoro importante, non soltanto studiando i problemi sulla carta ma andando sul territorio, individuando le criticità e costruendo un nuovo modello di sviluppo urbano. La Protezione civile deve continuare a essere messa nelle condizioni di intervenire bene quando serve. Ma la politica ha un compito diverso: fare in modo che, negli anni, debba intervenire sempre meno”.

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