PRATO – Il consigliere comunale Jonathan Targetti interviene sul caso della raccolta differenziata finita in un unico cassone al Soccorso, episodio diventato virale dopo la diffusione di un video che ha raggiunto oltre 500.000 visualizzazioni. L’azienda Alia ha risposto con la sospensione cautelativa di tre operatori della cooperativa Plures, ma la posizione del consigliere è critica nei confronti di tale provvedimento.
“La risposta dell’azienda è stata immediata: tre sospensioni e un procedimento disciplinare. Peccato che sia la risposta più comoda possibile – dichiara Targetti –. Si punisce chi ha eseguito e si mette al riparo chi ha responsabilità di governance. Prima di chiudere questa vicenda sacrificando tre lavoratori, è doveroso sapere se quel gesto sia stato un errore isolato o una prassi suggerita o imposta dall’alto per ottimizzare i tempi e reggere ritmi altrimenti insostenibili”.
Secondo il consigliere, la questione ha radici nel sistema degli appalti e dei subappalti, che penalizzerebbe l’anello più debole della catena lavorativa attraverso ritmi serrati e salari contenuti. “Il sistema degli appalti e dei subappalti assottiglia i margini a ogni passaggio, e alla fine della catena restano sempre gli operai: turni più duri, stipendi più bassi, tempi più stretti. Quando il servizio viene spremuto fino all’osso, è sempre l’ultimo anello a spezzarsi. E puntualmente è l’ultimo anello a pagare. I due operatori ecologici morti in servizio pochi giorni fa in provincia di Firenze sono un campanello d’allarme che nessuno può permettersi di ignorare”.
Targetti definisce la sospensione un atto dovuto in caso di violazione delle procedure, ma mette in guardia da sanzioni più pesanti. “Un licenziamento sarebbe una sanzione sproporzionata e ipocrita. In questo sistema chi guadagna stipendi dirigenziali a sei cifre, pagati anche con risorse pubbliche, non risponde mai di nulla, mentre chi sta in strada all’alba con salari da fame paga per tutti. Se ci sono responsabilità organizzative, chi dirige deve risponderne prima e più di chi esegue. La differenza tra chi comanda e chi lavora non può essere che i secondi rischiano il posto e i primi mai”.
Per fare chiarezza, il consigliere ha annunciato l’apertura di un’indagine personale nell’esercizio del suo mandato. “Voglio capire di chi siano davvero le responsabilità, com’è costruito il contratto d’appalto, con quali margini, con quali tempi di servizio imposti. Invito gli operatori sospesi, i loro colleghi, gli ex dipendenti e i cittadini che abbiano informazioni utili a contattarmi in privato sulla mia pagina o alla mail istituzionale j.targetti@comune.prato.it. Garantisco la massima riservatezza”.
“Prato ha bisogno di una gestione dei rifiuti diversa, che funzioni davvero – conclude Targetti – Ma si costruisce partendo da condizioni di lavoro dignitose, non sulla pelle di chi ogni mattina sta sul marciapiede con stipendi da fame”.


