Fratelli d’Italia: “Il modello scolastico che piace a Biffoni? Classi ghetto e record di abbandono”

Fdi: "L'ondata migratoria ha profondamente trasformato le nostre scuole"

PRATO – Il Coordinamento Provinciale – Fratelli d’Italia Prato risponde al sindaco Biffoni: Biffoni scrive alla Presidente del Consiglio pensando che quella di Prato sia diventata o debba essere la normalità delle scuole italiane, dimenticando che Prato è l’eccezionalità rispetto ad un panorama nazionale molto diverso. È proprio su questa eccezionalità che dovrebbe interrogarsi Biffoni ed il PD pratese: la liturgia con la quale la sinistra pratese e italiana ha costantemente incensato e politicamente facilitato l’accoglienza illimitata di stranieri sul territorio pratese ha prodotto in pochi decenni una delle più gravi crisi scolastiche della storia repubblicana in Italia.

Come ha ricordato Biffoni nella sua lettera, l’ondata migratoria che ha profondamente trasformato le nostre scuole ha prodotto numeri devastanti riguardo il tasso di abbandono e dispersione scolastica, con migliaia di studenti, in maggioranza stranieri, che ogni anno lasciano o non iniziano i percorsi scolastici, ampliando così un contesto sociale, soprattutto giovanile, sempre più difficile in tutta la città.

La situazione attuale non fa altro che aggravare le disuguaglianze già presenti in città: ai bambini e ragazzi delle famiglie che vivono nei quartieri più complessi non viene garantito lo stesso diritto a un percorso scolastico regolare, perché l’alta concentrazione in alcune classi di studenti stranieri che non parlano italiano impone inevitabili rallentamenti nei programmi. La composizione delle classi è lo specchio diretto di una città divisa in zone, dove invece di integrare si isola: un sistema che non giova né ai ragazzi italiani né a quelli stranieri, spinti anch’essi verso l’abbandono scolastico. Nessun bambino, italiano o straniero, dovrebbe vedersi negato il diritto a un’istruzione piena, ma è esattamente ciò che i numeri della dispersione scolastica a Prato oggi certificano.

Emerge sempre più chiaro come 30 anni di immigrazione fuori controllo, incentivata da quella stessa parte politica che oggi fa del vittimismo l’arma politica per attaccare Giorgia Meloni, rappresentino oggi un grave danno per i ragazzi italiani e stranieri che studiano sul nostro territorio, per il loro futuro e per le loro famiglie.

Gli errori del passato e del presente, perpetrati con cecità dalla sinistra pratese e italiana, non devono e non possono bloccare un futuro dove regole certe e tetti massimi agli stranieri nelle classi diano una vera risposta alla necessità di integrazione nelle scuole ma anche di rispetto culturale vicendevole.

La via pratese delle classi ghetto e dell’abbandono scolastico non sarà il destino né dell’Italia né di Prato stessa. I bambini di questa città, italiani e stranieri, meritano una scuola che unisce, non una che divide.

© Riproduzione riservata

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