PRATO – Concorso scuola 2026, critico il giudizio di Luigi Rocca, segretario territoriale della Uil Scuola di Prato, che denuncia la sovrapposizione continua di procedure.
“Il problema – dice – non è la modalità delle prove, ma la mancanza di una strategia. Si bandiscono nuovi concorsi mentre quelli precedenti non sono ancora conclusi. Abbiamo vincitori che aspettano il ruolo e idonei superati da chi partecipa ai bandi successivi. Così si penalizza proprio chi ha già dimostrato competenze”.
Per Rocca, uno dei nodi centrali è la scarsa corrispondenza tra posti annunciati e posti reali: “In alcune regioni i posti messi a bando non corrispondevano più a quelli effettivamente disponibili. Si arriva alla graduatoria finale e non ci sono cattedre: un cortocircuito che genera solo frustrazione”.
Sul nuovo concorso Pnrr 2026, la posizione della Uil Scuola è chiara: “Non introduce cambiamenti sostanziali rispetto al Pnrr1 e Pnrr2. Se non si chiudono prima le procedure precedenti e se non si trasformano i posti dell’organico di fatto al 30 giugno in organico di diritto, continueremo a produrre precariato invece di ridurlo. Un concorso ha senso solo se i posti messi a bando sono reali e vengono coperti. Senza questa garanzia, la scuola non può offrire continuità né ai docenti né agli studenti”.


