PRATO – Al via la campagna a tutela dell’alternanza democratica, il principio costituzionale che impedisce il consolidarsi di un potere personale ininterrotto alla guida delle amministrazioni comunali. L’iniziativa, sostenuta a livello nazionale da Radicali Italiani, sarà presentata lunedì (6 luglio) alle 13 in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.
Interverranno il consigliere comunale Jonathan Targetti, il dottor Brenno Bianchi, laurea in giurisprudenza alla Luiss e dottorato di ricerca conseguito all’Università statale di Milano, nonché cittadino firmatario del ricorso, l’avvocato Franco Bruno Campagni e il segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino.
Al centro della campagna il caso di Prato, dove Matteo Biffoni ha governato la città per dieci anni consecutivi, dal 2014 al 2024. La sindacatura di Ilaria Bugetti, durata appena dodici mesi, non costituisce, secondo i promotori dell’iniziativa, quella reale interruzione richiesta dall’ordinamento per consentire una nuova candidatura dopo due mandati consecutivi. Un vero periodo di distacco, sostengono, non può ridursi a un breve intervallo formale privo di sostanza.
“La regola del limite dei mandati – ricordano i promotori – non è un tecnicismo burocratico ma la traduzione pratica di un valore essenziale per la democrazia: l’alternanza. Serve a impedire che il legame tra un amministratore e la macchina comunale si trasformi in un sistema chiuso di potere personale, bloccando il rinnovamento politico e alterando, di fatto, la libertà di voto dei cittadini”.
Per questo è stato presentato ricorso al tribunale di Prato, con l’obiettivo dichiarato di portare la questione fino alla Corte Costituzionale. I promotori sottolineano che un’elezione non può sanare la mancanza dei requisiti legali di un candidato al momento della presentazione della candidatura: le regole valgono per tutti, prima ancora del voto.
“La vicenda di Prato – spiegano i promotori – rischia di rappresentare un precedente pericoloso per l’intero paese, qualora si consolidasse la prassi di aggirare il limite dei mandati attraverso brevi interruzioni puramente formali”. Da qui la scelta di Radicali Italiani di dare alla battaglia un respiro nazionale, chiedendo di “colmare un evidente vuoto normativo”.
“Se passa il principio che bastano pochi mesi per aggirare il limite dei mandati, domani potrà accadere ovunque – concludono i Radicali – Il nostro ricorso punta a colmare un pericoloso vuoto normativo”.


