PRATO – Il distretto industriale toscano si trova ad affrontare una svolta epocale che rischia di lasciare senza impiego cento lavoratori. La storica azienda Acca, una delle realtà più note della movimentazione merci nel territorio, cesserà ogni attività entro la fine di giugno. La decisione prevede la serrata definitiva di due magazzini, un evento che formalizza la crisi e segna il tramonto di un modello produttivo che ha caratterizzato l’ultimo decennio.
La vicenda rappresenta l’epilogo di un percorso turbolento. Negli ultimi anni l’impresa era finita al centro di complesse inchieste giudiziarie e accese vertenze sindacali, diventando uno dei simboli della cosiddetta guerra dei trasporti nel distretto parallelo. I sindacati hanno immediatamente attivato i canali di confronto per capire i margini di manovra e tutelare il personale rimasto coinvolto.
Le ripercussioni sul tessuto economico locale sono profonde. La fine delle attività di questo grande operatore evidenzia come il sistema delle spedizioni collegato alle confezioni stia subendo una trasformazione radicale. I committenti cercano standard differenti e le vecchie strutture non reggono l’impatto dei nuovi assetti commerciali.
I rappresentanti dei lavoratori esprimono forte preoccupazione per le tempistiche stringenti della cessazione, prevista proprio nei prossimi giorni. La gestione degli esuberi si preannuncia complessa, poiché il mercato locale fatica ad assorbire una tale quantità di manodopera specializzata in un lasso di tempo così ridotto.
L’amministrazione comunale e le istituzioni regionali seguono l’evoluzione della situazione per valutare l’attivazione di ammortizzatori sociali.


