PRATO – “Il ricorso giurisdizionale depositato sottopone al giudizio della magistratura la legittimità del terzo mandato del sindaco Biffoni. È uno scenario ampiamente previsto, perché la tesi della ineleggibilità di Biffoni è sorretta da argomenti di peso, che esigono risposte definitive dagli organi preposti”. La pensano così gli esponenti di Fratelli d’Italia Prato Cristina Attucci e Aldo Godi.
“Qualunque sarà l’esito, che non sta a noi anticipare, per Prato si prospetta un’ulteriore fase di incertezza e di precarietà amministrativa di cui la città non aveva assolutamente bisogno. Questo è il risultato di una consapevole forzatura operata dal Pd per ragioni esclusivamente interne: i dubbi di ineleggibilità erano da tempo sul tavolo, il ricorso era stato preannunciato, nessuno poteva fingere che questi fossero aspetti di cui liberarsi con una scrollata di spalle. Siamo pur sempre in uno Stato di diritto. Ma il Pd liquidò tutto con la consueta arroganza del potere, senza fermarsi a considerare le ulteriori incertezze che in questo modo si scaricavano su un Comune commissariato per le note vicende giudiziarie. Fu così che decisero di riproporre Biffoni per un terzo mandato da sindaco, nonostante le ben note incertezze. Biffoni, che pochi mesi prima era stato incoronato con un voto plebiscitario in Regione. Quando la politica pretende di andare contro la logica e il buon senso senza tener conto dei rischi e delle conseguenze, è inevitabile che si esponga a contraccolpi molto seri”.
“Una parte sconfitta c’è già in questa storia – dichiarano Attucci e Godi – ed è la nostra città che avrebbe bisogno di riprendere un cammino di buongoverno e invece si troverà per mesi a segnare il passo nell’immobilismo e nella pura continuità della gestione del potere”.


