PRATO – Giovedì il consiglio comunale di Prato sarà chiamato a discutere quattro delibere sulla tassa sui rifiuti (Tar) per il 2026. Il quadro che ne emerge, per cittadini e imprese, è quello di un nuovo e sensibile rincaro: +8,5% per le famiglie pratesi e circa +8% per le attività economiche.
“Non è un aumento isolato ma l’ultimo anello di una catena: +2,9% nel 2023, +1,8% nel 2024, +6,8% nel 2025 e +8,5% nel 2026 – commenta il consigliere di opposizione Jonathan Targetti – Sommati, gli incrementi annuali superano il 20 per cento in quattro anni per le utenze domestiche. Un dato che stride con le promesse fatte alla nascita della multiutility, quando ai cittadini erano stati prospettati servizi migliori e tariffe più basse.”
Come ci siamo arrivati? Secondo Targetti, “con anni di scelte politiche discutibili, nel corso delle quali gli asset pratesi sono stati progressivamente conferiti a un colosso a regia fiorentina — oggi Plures — all’interno del quale Prato è ormai relegata al ruolo di socio di minoranza. A questo si aggiungono un indebitamento del gruppo cresciuto rapidamente — che, secondo gli ultimi bilanci, avrebbe superato il miliardo di euro —, una sede e un baricentro decisionale collocati a Firenze e vertici aziendali che di fatto sfuggono al controllo analogo e al confronto con i consigli comunali degli enti soci”.
“Nelle ultime due settimane, all’interno di Ato Toscana Centro — l’organo in cui siedono i sindaci dei Comuni soci e che dovrebbe controllare Plures — il nostro sindaco ha tenuto una posizione che ci ha lasciato perplessi – aggiunge Targetti – Ci sono domande che finora nessuno ha avuto il coraggio di porre. Noi le porremo”.
Il consigliere dà appuntamento a tutti i cittadini interessati a capire come si sia arrivati agli aumenti della Tari giovedì (30 luglio) alle 14,30, davanti al palazzo comunale di Prato, dove si terrà una conferenza stampa aperta a tutta la città.
A seguire, i presenti potranno spostarsi insieme al consigliere in aula per assistere alla quinta seduta del consiglio comunale.
“Nel corso della conferenza renderemo note alcune informazioni contenute in documenti riservati di cui siamo entrati in possesso e che riteniamo debbano diventare pubbliche; anticiperemo inoltre le domande scomode che porteremo subito dopo in Consiglio. I pratesi non possono pagare di tasca propria le scelte sbagliate di una governance che ha fallito ed è ormai al capolinea – conclude Targetti – La cittadinanza ha il diritto di sapere se chi dovrebbe rappresentare Prato nei tavoli che contano sta davvero facendo gli interessi dei pratesi oppure no“.


