PRATO – Arrivano le prime svolte giudiziarie sul grave episodio che lo scorso 16 agosto ha scosso la casa circondariale La Dogaia e l’ospedale di Prato. Nell’ambito dell’indagine coordinata dalla pocura di Prato, il Giudice per le indagini preliminari ha emesso quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti cittadini stranieri ritenuti responsabili a vario titolo dell’operazione di introduzione di sostanze stupefacenti e dispositivi all’interno dell’istituto penitenziario.
L’episodio trae origine dal clamoroso tentativo di far pervenire all’interno del carcere, attraverso il lancio di ben cinque plichi confezionati a forma di palle da tennis, circa seicento grammi di hashish e due telefoni cellulari. Destinatario del carico illegale era un detenuto di nazionalità georgiana, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
La medesima misura della custodia in carcere è stata applicata al 22nne di origine marocchina, già in attesa di espulsione all’interno di una struttura di Modena. Il giovane magrebino, accusato di detenzione e cessione della droga, di detenzione di telefoni cellulari e del reato di resistenza a pubblico ufficiale, era rimasto ferito nel nosocomio pratese dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un agente di polizia penitenziaria durante le fasi del controllo.
Provvedimenti restrittivi sono scattati anche per i complici che avevano garantito il supporto logistico. Per l’autista albanese della vettura utilizzata per accompagnare il ventiduenne nei pressi del carcere sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per l’altro occupante presente a bordo dell’auto è scattata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con cadenza di quattro volte alla settimana.


