(Adnkronos) – Il gioco del risiko, nella fase finale, ha una regola semplice: indovinare cosa farà Unicredit. Vincere è più complesso, tra i silenzi di Piazza Gae Aulenti. Anche perché – come spiega una fonte finanziaria di Piazza Affari all’AdnKronos – Intesa Sanpaolo nel far west del risiko (parole di Carlo Messina) vuole fare lo sceriffo, ma è molto probabile che il nuovo ordine del sistema bancario nazionale possa arrivare dall’ultima mossa, che potrebbe non essere di Ca’ de Sass ma di Unicredit.
Orcel, spiega la fonte, è campione di spariglio ma è poco probabile che decida di lanciare una controfferta sull’istituto senese, ipotesi considerata complessa sia per ragioni regolamentari sia per l’elevato impiego di capitale richiesto. Lo scacchista di Piazza Gae Aulenti, spiega la fonte, potrebbe decidere di giocare facile bloccando o complicando l’offerta di Intesa, magari acquisendo la quota detenuta da Delfin in Mps. Scenario, spiega la fonte, reso realistico dall’intreccio di buoni rapporti finanziari che intercorrono tra la finanziaria e Unicredit.
Tutto semplice, forse troppo. Stando sempre al ragionamento della fonte, Orcel – banchiere esperto di finanza con tesi di laurea sulle Opa ostili – si è reso conto che i tempi sono cambiati: malgrado gli inni sciolti al libero mercato, il laissez faire anni ’80-90 è ricordo lontano: la finanza di sistema conta, eccome. Lo ha appreso lo stesso Orcel nel caso Banco Bpm e ancora lo sta verificando sulla questione Commerzbank. Con i governi bisogna dialogare e stoppare un’operazione, che pare godere della benevola neutralità della politica, non sembra una mossa al passo con i tempi.
Che fare? Qui la suggestione, spiega la fonte, non deve lasciar spazio al mito: Orcel qualcosa farà. Qualcuno evidenzia un “double focus” facile: lo scenario considerato più probabile, spiega la fonte, prevede un incremento della quota detenuta da Unicredit in Generali, dall’attuale livello superiore al 9% fino a una soglia coerente con il ruolo di investitore strategico nel Leone di Trieste.
Parallelamente, secondo step del focus, andare a dama sul progetto Commerzbank, sul quale il gruppo guidato da Andrea Orcel ha già investito ingenti risorse e che rappresenta uno dei pilastri della strategia europea della banca. Insomma quasi un gentlemen agreement con l’amico Messina: ‘voi i più forti in Italia, noi i campioni d’Europa’. Ma, spiega la fonte, Orcel potrebbe decidere di non mollare sul fronte tricolore e l’uovo di Colombo è lì, a portata di mano: serpeggia con sempre maggior insistenza in ambito finanziario, spiega la fonte, la pazza idea del ritorno di fiamma, Banco Bpm.
Con uno scenario però, spiega, completamente mutato rispetto alla prima proposta di matrimonio: l’istituto di Castagna, senza più la possibilità di convogliare a nozze con Mps, rimarrebbe alla mercè dei francesi di Credit Agricole. A quel punto, Orcel potrebbe proprio fungere da cavaliere tricolore che salva il Banco dai francesi: giocando, con un colpo di prestigio, il colpo da maestro per i propri azionisti e allo stesso tempo recitando il ruolo del banchiere di sistema. Da banca tedesca – come qualcuno la chiamò – Unicredit diverrebbe ‘banca italianissima’ (di Andrea Persili)
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