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Riorganizzazione della guardia medica, i Comuni e la Provincia chiedono sospensione e incontro urgente

"Decisioni di questa portata, che incidono profondamente sulla qualità e l'accessibilità dei servizi sanitari territoriali, non possono essere calate dall'alto senza un confronto trasparente e preventivo con chi rappresenta le comunità e conosce le specificità dei territori".

PRATO – Porta la firma dei sindaci dei Comuni (Montemurlo, Vernio, Vaiano, Cantagallo, Poggio a Caiano e Carmignano) e del presidente della Provincia di Prato la lettera inviata alla direzione dell’Asl Toscana Centro e all’assessore regionale Monia Monni che chiede in merito alla riorganizzazione della Guardia medica nei rispettivi territori la sospensione della decisione e un incontro urgente per aprire un indispensabile momento di confronto.

“L‘attuazione dal 1° febbraio 2026 della riorganizzazione degli orari della continuità assistenziale, che ha impatti significativi su diverse realtà comunali, è stata comunicata in modo del tutto informale e tardivo, senza alcun coinvolgimento preventivo delle amministrazioni comunali in quanto autorità sanitarie locali –  spiegano i sindaci e il presidente della Provincia nella lettera  – Abbiamo la responsabilità primaria della tutela della salute dei nostri cittadini. Decisioni di questa portata, che incidono profondamente sulla qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari territoriali, non possono essere calate dall’alto senza un confronto trasparente e preventivo con chi rappresenta le comunità e conosce le specificità dei territori”.

Comuni e Provincia chiedono anche un maggiore coordinamento con l’Asl Toscana Centro rispetto alle esigenze territoriali e alle criticità emerse, affinché le decisioni future siano frutto di un lavoro condiviso, coerente con le normative vigenti e non di imposizioni unilaterali.

“Siamo consapevoli che nelle ore notturne (dalla mezzanotte alle otto del mattino) si registrano interventi e chiamate non frequenti e che una riflessione sulle modalità del servizio è auspicabile, ma è necessario un confronto serio e diretto per ponderare e condividere una strategia migliore”, sottolineano sindaci e presidente e aggiungono di essere consapevoli che si tratta una decisione risalente al 2024, ma il provvedimento non era mai stato applicato concretamente e c’erano state rassicurazioni esplicite sul fatto che eventuali modifiche al servizio sarebbero state adottate solo dopo un adeguato confronto con le autorità sanitarie locali e i territori interessati.

© Riproduzione riservata

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