(Adnkronos) – Le risposte, parziali, finora fornite dall’Interpol alla Procura generale di Milano non sono tali da comportare una modifica nel parere trasmesso al ministero della Giustizia in merito alla grazia concessa dal Quirinale a Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e Rimborsopoli. Lo si apprende da fonti inquirenti.
Allo stato gli ulteriori approfondimenti confermano gli elementi forniti dalla difesa dell’ex consigliera regionale e la correttezza della decisione assunta nei mesi scorsi, poi messa in discussione con l’inchiesta del Fatto Quotidiano. Se gli elementi forniti dall’Interpol fossero stati determinanti per rimettere in discussione la domanda di grazia, la Procura generale di Milano si sarebbe mossa immediatamente.
Gli approfondimenti sul caso viaggiano su un doppio binario: da un lato l’ulteriore verifica della documentazione legata all’adozione di un minore malato in Uruguay, dall’altro il “cambio vita” dell’ex consigliera regionale lombarda. Gli accertamenti medici e sulla sentenza estera e del Tribunale dei minori di Venezia che ha dichiarato efficace – con un documento datato 19 luglio 2024 – l’adozione del figlio di Minetti e Giuseppe Cipriani è affidata ai carabinieri, mentre gli accertamenti all’estero (Uruguay e Spagna) sono affidati all’Interpol.
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