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Docenti a rischio iscrizione in prima fascia delle Gps per i ritardi nei corsi abilitanti, la Uil Toscana non ci sta

FIRENZE – “La scadenza del 30 giugno per lo scioglimento della riserva relativa all’inserimento in prima fascia delle Gps rischia di trasformarsi nell’ennesima ingiustizia a danno dei docenti precari. A causa di un inaccettabile mancato coordinamento tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim) e il Ministero dell’università e della ricerca (MUR), centinaia di colleghi rischiano di rimanere bloccati in seconda fascia pur avendo frequentato e pagato di tasca propria percorsi abilitanti”. A dirlo è la Uil Toscana.

“Il caso dell’università di Pisa, che farà terminare i corsi nei primi giorni di luglio – dunque appena oltre il limite perentorio fissato dal Mim -, è emblematico di un sistema burocratico che scarica le proprie inefficienze sulle spalle dei lavoratori. I docenti non hanno alcuna colpa per i ritardi organizzativi degli atenei. È intollerabile che chi ha investito tempo, sacrifici e ingenti risorse economiche per abilitarsi si veda privato del diritto di accedere alla prima fascia Gps per l’anno scolastico 2026/2027 a causa di una manciata di giorni di discrepanza tra due ministeri dello stesso Stato”.

“Come Uil Scuola riteniamo che i diritti dei lavoratori non possano essere legati a soluzioni parziali o a lunghe battaglie legali che rischiano di arrivare a cose fatte, quando le supplenze saranno già state assegnate – dice la Uil – La gravità della situazione richiede un intervento immediato e risolutivo da parte dell’amministrazione. Non lasceremo soli i docenti penalizzati da questo cortocircuito istituzionale. La Uil Scuola Toscana dichiara fin da ora che attiverà tutte le azioni necessarie, a ogni livello, per tutelare il diritto al lavoro e alla corretta valorizzazione del titolo conseguito: pressione politica immediata sul Mim per ottenere una proroga tecnica del termine del 30 giugno o l’istituzione di una finestra straordinaria di inserimento a luglio. Mobilitazione sindacale per denunciare l’irresponsabile gestione dei tempi da parte delle Università. Tutela legale ad ampio raggio per difendere in ogni sede idonea la posizione di tutti i docenti esclusi a causa di ritardi non imputabili alla loro volontà”.

“La burocrazia non può calpestare il diritto al lavoro – conclude – chiediamo al Ministero un atto di buon senso e di responsabilità politica: si permetta lo scioglimento della riserva a chi si abilita a luglio. La Uil Scuola non arretrerà di un millimetro e metterà in campo ogni strumento necessario per sanare questa ingiustizia”.

REDAZIONE

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