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martedì 25 Agosto 2026
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Salvataggio delle spiagge toscane, ecco il piano regionale: caccia a mezzo miliardo di euro

La Toscana prova a delineare una strategia di lungo termine per difendere il proprio litorale dai fenomeni erosivi e dagli impatti dei cambiamenti climatici. Il governatore Eugenio Giani e l’assessore all’Ambiente David Barontini, insieme al direttore della Protezione civile Giovanni Massini, hanno presentato il nuovo Masterplan della costa 2026.

Il documento fissa le linee di indirizzo regionali per programmare gli interventi da attuare nei prossimi vent’anni, stimando un fabbisogno complessivo di 547 milioni e 710mila euro. La sfida più impellente riguarda tuttavia il primo decennio di applicazione del piano, per il quale sono previsti fondi per circa 166 milioni di euro. Oltre 134 milioni serviranno per le opere strutturali, mentre 28,4 milioni saranno destinati alle attività di ripristino stagionale e 2,8 milioni a studi e ricerche.

Il presidente Giani ha sottolineato le priorità geografiche del piano: “Le emergenze più significative le riscontriamo nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino soprattutto alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di realizzare interventi che siano complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara. Ma il Masterplan guarda all’intero litorale regionale: penso anche al fronte di Punta Ala e Follonica e, da lì, verso il Parco dell’Uccellina”. Sull’aspetto finanziario, il governatore ha ricordato come, dopo l’esclusione dai fondi Pnrr, la Regione stia guardando “sui fondi strutturali europei e in particolare sulla nuova programmazione settennale del Fesr che partirà dal 2028. Allo stesso tempo auspichiamo che arrivino anche risorse nazionali da parte del Governo”.

La parte più consistente degli investimenti si concentrerà nel tratto compreso tra la foce del Magra e Livorno, dove sono previsti interventi per 189 milioni di euro. Altre risorse significative saranno destinate ai settori Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia (57,1 milioni) e Punta Rocchette-Cala Rossa (51,9 milioni).

Un ruolo centrale nella difesa della costa sarà affidato ai ripascimenti, con un fabbisogno stimato in 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti. Come spiegato dall’assessore Barontini: “Ci sono poi interventi strutturali già programmati. A Marina di Pisa, ad esempio, sono stati stanziati 7 milioni di euro per intervenire sulla cosiddetta “cella 4”, con la modifica dell’attuale spiaggia di ghiaia e il suo prolungamento di circa 70 metri”.

Il direttore della Protezione civile, Giovanni Massini, ha infine offerto una chiave di lettura scientifica, legata all’alterazione degli equilibri naturali: “Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è realistico. Già riuscire a mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, accompagnandola con miglioramenti localizzati nelle situazioni più critiche, come quella di Massa, rappresenta un obiettivo molto sfidante. Con i cambiamenti climatici, infatti, le dinamiche dell’erosione sono diventate molto più rapide e arretramenti che un tempo si verificavano nell’arco di molti anni oggi possono avvenire in tempi decisamente più brevi”.

REDAZIONE

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