VAIANO – La Val di Bisenzio si prepara ad entrare nel Distretto rurale regionale castanicolo toscano. I Consigli comunali di Cantagallo, Vaiano e Vernio, nelle ultime sedute, hanno infatti approvato l’adesione e conferito all’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio la delega per portare avanti gli atti necessari.
“L’adesione dei tre Comuni e la scelta di affidare la delega all’Unione consentono alla Val di Bisenzio di partecipare al Distretto con una voce unica – dichiara la presidente dell’Unione dei Comuni Francesca Vivarelli –. Il castagno è parte della storia, del paesaggio e dell’identità della nostra valle, ma può rappresentare anche una risorsa per il suo futuro. Fare rete a livello regionale significa poter condividere competenze, sviluppare progetti e intercettare risorse utili a recuperare i castagneti, sostenere chi continua a coltivarli e creare nuove prospettive per le aree montane. È un impegno che riguarda non soltanto la produzione, ma anche la cura del territorio e la sua difesa dall’abbandono”.
La scelta permette ai tre Comuni di presentarsi insieme all’interno di un organismo regionale nato per rafforzare la filiera del castagno, recuperare i castagneti da frutto e promuovere un modello di sviluppo capace di coinvolgere agricoltura, artigianato, turismo e commercio. Tra gli obiettivi ci sono anche la tutela del paesaggio, la salvaguardia delle produzioni tipiche, la promozione del turismo sostenibile e il contrasto allo spopolamento delle aree interne.
Il Distretto comprende i territori di 173 Comuni ed è il risultato di un percorso promosso dalla Regione e da Anci Toscana, al quale hanno partecipato amministrazioni locali, associazioni castanicole, organizzazioni agricole, cooperative, imprese e mondo della ricerca. Con la prima assemblea del 14 luglio sono stati eletti gli organi statutari. Alla presidenza è stato scelto all’unanimità Emanuele Piani, sindaco di San Godenzo e castanicoltore.
Una produzione legata soprattutto alla farina. La Val di Bisenzio non è caratterizzata da una produzione prevalente di marroni, ma da diverse varietà di castagne tradizionalmente raccolte, essiccate nelle cannicciaie e trasformate in farina. La produzione locale varia in base all’andamento delle stagioni e si attesta mediamente tra i 25 e i 40 quintali di farina di castagne all’anno.
“L’ingresso nel Distretto è una notizia molto positiva e crea molte aspettative, anche se sappiamo che c’è tanto lavoro da fare – afferma Primo Bosi, presidente dell’Associazione castanicoltori della Val di Bisenzio –. Per noi sarà importante confrontarci con le altre realtà toscane, condividere conoscenze e tecniche e riuscire ad accedere a risorse per il recupero dei castagneti. Nella nostra valle questo è ancora un lavoro quasi eroico, svolto in gran parte a mano da piccoli produttori e appassionati. La Regione ha deciso di accendere un faro sulla filiera e di investirvi: è un segnale importante per valorizzare le nostre produzioni e non disperdere un patrimonio che appartiene a tutto il territorio”.


