Banchelli (Fdi): “Dopo l’incendio non basta indignarsi servono controlli strutturali su capannoni, dormitori e destinazioni d’uso”

Banchelli annuncia di voler presentare una richiesta di approfondimento in consiglio comunale sull'utilizzo dei capannoni produttivi

PRATO – “Quanto emerso dopo l’incendio al Macrolotto 2 non può essere archiviato come un fatto isolato. Il ritrovamento di locali adibiti a dormitorio all’interno di capannoni produttivi riporta Prato davanti a un problema che conosciamo da anni: sicurezza dei luoghi di lavoro, sfruttamento, uso improprio degli immobili e capacità reale del sistema dei controlli. A quasi tredici anni dalla tragedia della Teresa Moda, non possiamo accettare che situazioni di questo tipo emergano soltanto quando accade un incendio o interviene la magistratura”.

Lo sostiene Gianluca Banchelli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Prato.

“Le domande da porre sono semplici: quanto riusciamo davvero a prevenire? Quanti controlli vengono effettuati ogni anno nei capannoni? Quanti abusi vengono accertati? Quante destinazioni d’uso irregolari vengono riscontrate? E soprattutto: esiste un sistema stabile di verifica successiva sugli immobili oppure interveniamo prevalentemente dopo che il problema è già esploso – ha aggiunto – il tema diventa ancora più delicato alla luce delle possibilità di ampliamento e sopraelevazione previste negli strumenti urbanistici. Se il territorio consente nuove superfici produttive, deve contemporaneamente essere in grado di garantire che quelle superfici vengano utilizzate per gli scopi autorizzati. Non è sufficiente controllare il progetto al momento della concessione: serve sapere cosa accade concretamente negli anni successivi.

Per questo ritengo necessario che il Comune fornisca un quadro chiaro su numero dei controlli effettuati, esiti, sanzioni, immobili interessati da cambi di destinazione o utilizzi impropri e modalità di coordinamento tra Polizia Municipale, ASL, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine”.

E su queste basi, ha annunciano un atto in consiglio comunale. “La tutela dei lavoratori e il contrasto allo sfruttamento devono essere assoluti, ma dobbiamo anche difendere le migliaia di imprese sane del distretto, che rispettano le regole e non possono continuare a subire il danno economico e reputazionale prodotto da chi opera nell’illegalità. Il punto, quindi, non è contrapporre imprese e lavoratori, né trasformare ogni episodio in uno scontro ideologico – ha concluso – il punto è costruire un sistema nel quale chi investe e lavora rispettando le regole sia tutelato e chi utilizza capannoni produttivi come dormitori, sfrutta lavoratori o viola le norme sappia di essere individuato rapidamente. Su questo presenterò una richiesta di approfondimento in consiglio comunale. Prato non può limitarsi a intervenire dopo le emergenze. Deve prevenirle”.

© Riproduzione riservata

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