PRATO – Stangata giudiziaria per Bobo Jiang, ritenuto dagli inquirenti una figura di spicco nel traffico di droga all’interno della comunità cinese pratese e milanese. Il tribunale di Prato lo ha condannato, a seguito di giudizio abbreviato, alla pena di cinque anni di reclusione e a ventimila euro di multa per le accuse di evasione, acquisto e detenzione di sostanze stupefacenti. Contestualmente, la Corte ha inflitto alla coniuge dell’uomo una condanna a due anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di oltre 11mila euro. La decisione arriva a breve distanza da un’altra sentenza dell’organo giudicante laniero, che aveva già comminato a Jiang tre anni e sei mesi per precedenti episodi legati allo spaccio.
La vicenda affonda le radici nella clamorosa evasione dell’11 luglio 2025 quando l’uomo, fermato il giorno precedente con la moglie in un appartamento a Prato con mezzo chilo di droghe sintetiche, cocaina, quattromila euro in contanti e un passaporto taiwanese falso, riuscì a liberarsi dalle manette negli uffici della Questura e a darsi alla fuga. L’episodio mise a nudo anche le criticità strutturali e di organico della Squadra Mobile pratese. Da quel momento era scattata una complessa caccia all’uomo su scala europea, coordinata dalla Procura di Prato e condotta dagli investigatori della Mobile e del Servizio centrale operativo, con il supporto delle autorità polacche, belghe e spagnole tramite i canali di Eurojust.


