PRATO – Il presidente della Toscana Eugenio Giani apprezza la decisione della procura di Prato di riaprire le indagini sul caso di Luana D’Orazio, la ventiduenne, giovane mamma, morta il 3 maggio 2021 in un incidente sul lavoro, stritolata da un orditoio nell’azienda tessile di Oste di Montemurlo dove lavorava, in provincia di Prato.
Il macchinario su cui stava lavorando era stato modificato per funzionare senza il sistema di sicurezza attivo.
“Apprezzo e condivido la scelta – afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani -. La sicurezza sui luoghi di lavoro è elemento di centralità per la dignità dei lavoratori. Sarà importante capire se vi siano altri profili di responsabilità”.
I titolari dell’azienda nel 2022 hanno patteggiato e sono stati condannati per omicidio colposo. Il manutentore è stato assolto.
Sul tema anche Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del Pd di Prato: “Apprendo con favore la decisione della Procura di Prato di riaprire le indagini sulla morte di Luana D’Orazio. È la scelta giusta. Quella ferita è ancora aperta, per la famiglia di Luana e per tutto il territorio. Luana aveva 22 anni. Lavorava in un’azienda del nostro distretto. È morta perché le protezioni di sicurezza di un macchinario erano state rimosse. Non per una fatalità: per una scelta. Su questo non può esserci ambiguità. La sicurezza sui luoghi di lavoro è un elemento centrale per la dignità di chi lavora. Un distretto che vuole essere un punto di riferimento mondiale per il made in Italy deve esserlo anche nella tutela di chi quel made in Italy lo produce ogni giorno. Mi auguro che questa nuova fase investigativa faccia chiarezza su tutti i profili di responsabilità. È quello che la famiglia di Luana chiede da cinque anni. È quello che questo territorio merita”.


