PRATO – La città di Prato è stata selezionata da The Academy of Urbanism (AoU) di Londra tra le tre città finaliste del prestigioso riconoscimento internazionale “European City of the Year 2026”. Nelle giornate di ieri e oggi, 10 e 11 settembre, una delegazione di valutatori ed esperti internazionali dell’istituto britannico è stata impegnata sul territorio pratese per la Finalist Assessment Visit, la verifica sul campo propedeutica alla fase di valutazione finale per l’assegnazione del premio.
The Academy of Urbanism (AoU) è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro fondata nel 2006 a Londra. Riunisce una rete multidisciplinare di circa 500 Academicians — tra cui urbanisti, architetti, economisti urbani, paesaggisti e amministratori pubblici — con l’obiettivo di individuare, analizzare e promuovere le migliori pratiche di sviluppo e governo della città in Europa e nel Regno Unito.
Dall’istituzione degli Urbanism Awards nel 2007 ad oggi, la presenza dell’Italia nella fase finale della massima categoria ha riguardato soltanto quattro realtà: Torino (2015), Bologna (2016), Trieste (2022, unica città italiana ad aver conseguito il titolo) e Reggio Emilia (2024). Le altre due città europee che la delegazione ha visitato e che competeranno con Prato per l’edizione 2026 del contest sono Tirana (Albania) e Groeningen (Olanda).
In questi due giorni a Prato, la delegazione ha toccato con mano alcuni degli interventi di interesse alla valutazione. Interventi che si inseriscono in precisi assi operativi dell’Amministrazione, che a partire dalla prima Agenda Urbana del 2017 e dal Piano Operativo del 2018, hanno visto la costruzione della strategia di forestazione urbana e di rigenerazione urbana, l’attrazione di importanti fondi europei, ha portato alla realizzazione di importanti progetti di rigenerazione urbana e che trova continuità nel Contratto di Clima siglato con la Comunità Europea per sperimentare la neutralità climatica al 2030.
“L’inclusione di Prato nell’edizione 2026 offre l’occasione di sottoporre a una giuria tecnica indipendente i risultati di un modello di pianificazione fondato sulla sostenibilità, sul contrasto al consumo di suolo e sulla valorizzazione della propria matrice manifatturiera – afferma il sindaco Matteo Biffoni.
Tra le tappe centrali della due giorni, il Macrolotto Zero, oggetto negli ultimi anni di una complessa operazione di rigenerazione urbana e sociale attraverso il PIU Prato (Progetto di Innovazione Urbana).
La mattina di giovedì 10 ha visto la visita del Punto Luce di Save The Children, di Prisma Lab, con gli spazi biblioteca e coworking e la Digital Academy: il MacroZero Hub che verrà inaugurato nei prossimi giorni, il Playground e Zona 30.
La visita è stata realizzata insieme a Save The Children, partner del Comune di Prato nella coprogettazione dell’utilizzo e protagonisti della gestione degli spazi stessi .
Spazio anche agli interventi di rigenerazione urbana privati, con la visita all’ex Anonima Calamai, con i padiglioni disegnati da Luigi Nervi che sono stati mostrati ai delegati da proprietari dell’area. Negli spazi de Lanarchico, c’è stato l’incontro con l’artista Marco Biscardi e un evento di incontro fra cultura italiana e cinese, in collaborazione con CNA Toscana Centro e la sezione CNA World China. Nel pomeriggio di ieri, la visita è proseguita con le eccellenze dei servizi pubblici di riuso delle risorse, ovvero il Plures Textile Hub da poco inaugurato e l’impianto di depurazione e riuso delle acque GIDA, in località Baciacavallo.
La giornata si è poi conclusa con la visita alla produzione e allo showroom e archivio storico dell’azienda Cangioli 1859 di Prato, dove Vincenzo Cangioli, Presidente dell’azienda, ha mostrato i processi più evoluti in termini energetici e qualitativi di produzione tessile, mentre Alessandro Cappellaro di B-Arch ha illustrato i progetti di rinnovamento dell’area direzionale dell’edificio.
La giornata di venerdì 11 settembre è stata invece dedicata principalmente ai progetti di forestazione urbana e a conoscere il sistema delle gore, ma anche ad altri interventi di rigenerazione urbana, di investimenti privati e di recupero di archeologie industriale, tra cui la visita al Polo Campolmi, fondamentale intervento di rigenerazione urbana di ex fabbriche a scopo civico culturale, con il Museo del Tessuto e la Biblioteca Lazzerini, e conclusione nel pomeriggio con una visita a Villa del Palco.


