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Bolognesi (PD Prato) interviene sulla questione scuola

Bolognesi: "Valditara? Assegni subito 100 docenti in più a Prato per l'insegnamento dell'italiano"

PRATO – “Il ministro Valditara scopre solo ora che la situazione a Prato è difficile. Ben cinque anni fa, nel novembre 2021, le amministrazioni locali avevano presentato un documento all’Ufficio scolastico regionale che evidenziava la situazione pratese e chiedeva risorse aggiuntive specifiche, con la consapevolezza che lo sforzo, le risorse, i progetti innovativi che da tanti anni il Comune, la Provincia, la Regione mettevano in atto non erano sufficienti. In questi anni in cui sono al governo non è arrivata alcuna risposta”. Lo dice Sandra Bolognesi, responsabile del tavolo scuola del PD Prato.

“Nel 2024 è stata emanata la legge 106, che prevedeva l’assegnazione di un docente specializzato nelle classi con oltre il 20% di alunni che non parlano l’italiano di base. A quella legge ci abbiamo creduto”, continua la responsabile del tavolo scuola del PD Prato. “La normativa era anche ben costruita, prevedeva un monitoraggio delle competenze linguistiche degli alunni e su quella base l’assegnazione dei docenti”.

“Il Ministero non ha organizzato alcun monitoraggio e dove le scuole o l’ente locale lo hanno fatto, come a Prato, non sono seguite le assegnazioni previste. I docenti sono stati assegnati su base regionale e poi provinciale, indipendentemente da ogni monitoraggio, pochissimi a Prato rispetto al bisogno. A fronte di una stima a Prato di circa 200 classi con il 20% di alunni che non parlano l’italiano di base, sono stati assegnati solo 26 docenti, di cui solo 8 in più, gli altri sono stati tolti ad altre discipline e poi, come se non bastasse, ridotti a 19 per il prossimo anno”. “Anche le notevoli risorse europee per i corsi di italiano extracurricolari, sempre previste dalla legge, sono state assegnate alle scuole quasi a caso”, aggiunge Bolognesi. “A Prato la scuola che ha avuto più risorse è tra quelle che a livello provinciale hanno il numero più basso di alunni non italofoni”.

“Adesso il Ministro parla di monitorare la situazione, di un progetto speciale, di Prato come Caivano. Ma di cosa parla? La destra deve smettere di trattare tutto come un’emergenza e iniziare a governare. Siamo la terza città del centro Italia, da sempre qui a Prato si anticipano i fenomeni che nel tempo interesseranno tante altre realtà. Abbia la forza di affiancare gli enti locali e di sperimentare insieme soluzioni sistemiche e trasferibili e, se vuole essere credibile, assegni subito 100 docenti in più a Prato, la metà rispetto ai parametri previsti dalla legge da lui voluta solo due anni fa”, conclude l’esponente PD.

© Riproduzione riservata

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