PRATO – Nuovo affondo, e documenti alla Corte dei Conti, sullo stadio dell’acqua di Iolo da parte del consigliere Jonathan Targetti.
“Abbiamo raccolto e consegnato i fatti che emergono dagli atti. Ora tocca alla magistratura stabilire se e di chi siano le responsabilità – dice il consigliere di opposizione – La nuova piscina olimpionica di Iolo doveva essere un’opera simbolo: 16 milioni di euro di quadro economico, 6,5 milioni di contributo statale a fondo perduto dal PNRR, il resto coperto da un mutuo oneroso. Oggi non c’è nessuna piscina. C’è un finanziamento europeo revocato, un cantiere mai davvero partito e un buco nei conti pubblici che pagheranno i cittadini di Prato. Per questo abbiamo ritenuto nostro dovere portare l’intera vicenda davanti a chi ha il compito e gli strumenti per accertare la verità: questa mattina abbiamo depositato un esposto documentato alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica con 27 atti pubblici allegati. Non spetta a noi emettere sentenze ma è nostro compito mettere i fatti, nero su bianco, nelle mani della magistratura”.
“Il progetto nasce con un vizio grave alla radice – dice Targetti – la scelta di collocare a oltre tre metri sottoterra i locali tecnici e i depositi di prodotti chimici — cloro, acidi, ipoclorito — in un’area con tre pozzi idropotabili e a pericolosità idraulica. In fase di verifica un organo di controllo terzo ha messo per iscritto una vera e propria ‘dissociazione di responsabilità’, segnalando l’assenza di elaborati essenziali ma si è comunque scelto di proseguire. In Conferenza dei servizi l’azienda sanitaria ha espresso un diniego formale: locali chimici interrati senza aerazione naturale, rischio di esalazioni accanto ai pozzi dell’acqua potabile. L’agenzia ambientale ha segnalato l’interferenza dello scavo con la falda. Nonostante ciò, pochi giorni dopo, il progetto viene approvato — si legge negli stessi atti — con l’obiettivo dichiarato di non perdere il mutuo in scadenza al 31 dicembre. Da lì è stato tutto un rincorrere l’impossibile. Risulta attestato per iscritto un avvio dei lavori mai avvenuto; risulta certificata l’eseguibilità dell’opera in 289 giorni, a fronte di un minimo tecnico di 620 fissato dagli stessi documenti dell’ente. Risultano spesi quasi 44mila euro per un collegio tecnico quando l’opera era già irrealizzabile da oltre un anno. Il sindaco Biffoni, durante tutte le riunioni di giunta in cui si è deliberato sulla piscina di Iolo, è sempre stato assente e anche questo è un fatto gravissimo. Sia la giunta Biffoni nel 2023 che la giunta Bugetti hanno approvato il progetto definitivo sapendo che non ci sarebbero mai stati i tempi tecnici per finirlo”.
“Il risultato è quello che oggi tutti possiamo vedere: il 30 luglio 2026 è arrivata la revoca definitiva dei 6,5 milioni del Pnrr – spiega Targetti – Il Comune dovrà restituire allo Stato 1,95 milioni già incassati e resta gravato da un mutuo da 9,5 milioni, in parte immobilizzato a generare interessi passivi. Per una piscina che non esiste. Abbiamo chiesto alla Corte dei Conti di verificare se da questa vicenda sia derivato un danno erariale a carico della collettività, e alla Procura della Repubblica di valutare se nei passaggi che abbiamo segnalato vi siano profili di rilevanza penale. Abbiamo consegnato date, numeri di delibera e documenti: nulla di inventato, tutto ricavato dalle carte ufficiali. Lo diciamo con chiarezza: non tocca a noi indicare colpevoli. Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura contabile e penale. Sarà quel lavoro, e non fantasiose indagini interne annunciate dal sindaco, a stabilire se e di chi siano le colpe”.
“Abbiamo ricevuto un mandato chiaro dai nostri elettori – conclude – e siamo qui a chiedere formalmente che si faccia la doverosa chiarezza, nelle sedi opportune, su come si siano potuti perdere 6,5 milioni di fondi pubblici e caricarne altri 9,5 sulle spalle della città, per un’opera mai realizzata. L’abbiamo fatto noi. Anche stavolta da soli e a questo punto ci chiediamo quali siano le reali intenzioni degli altri partiti di opposizione. Continueremo a vigilare affinché su questa vicenda, così come su tante altre, si faccia piena luce”.
Sul tema si sono espressi anche i consiglieri Aldo Godi e Cristina Attucci di Fratelli d’Italia, presidente e vicepresidente della commissione controllo e garanzia: “La commissione già convocata per il 2 settembre acquisirà i documenti sui fatti esposti da Jonathan Targetti e inevitabilmente amplierà l’ambito dei propri accertamenti fino a coprire l’intero iter del procedimento nelle diverse fasi tecniche e politiche. A questo punto non si tratta più soltanto di accertare le specifiche ragioni che hanno determinato la perdita dei fondi Pnrr, ma anche di appurare se quel progetto aveva fin dalla sua origine criticità tecniche conosciute che ne avrebbero impedito la realizzabilità in condizioni di sicurezza”.


