PRATO — Prato ha una tradizione sportiva straordinaria. Paolo Rossi, campione del mondo 1982, ha mosso i primi passi a Coiano Santa Lucia. Bobo Vieri e Alessandro Diamanti sono diventati protagonisti della Serie A. Yuri Chechi ha portato ori olimpici e titoli mondiali allenandosi all’Etruria. Il tennis, il rugby e il calcio hanno scritto pagine importanti nella storia della città. Eppure qualcosa si inceppa. Troppi ragazzi iniziano a praticare sport durante il percorso scolastico e poi si perdono. È una dispersione sportiva che non possiamo ignorare e sulla quale è necessario interrogarsi con serietà.
“Le cause sono molteplici: aspettative eccessive di alcuni genitori e dirigenti, impianti inadeguati, carenza nella qualità della preparazione degli istruttori – dichiara Roccangelo Tritto, candidato al Consiglio Comunale con la lista Casa Riformista, Orgoglio per Prato – Il talento non si improvvisa: si coltiva con perseveranza, disciplina e passione. E per farlo servono le condizioni giuste”. Servono risposte concrete e coraggiose: lo stadio va finalmente ripensato, la piscina di via Roma deve tornare fruibile, le palestre devono essere attrezzate adeguatamente e affidate a professionisti seri, capaci di trasmettere i valori dello sport oltre che la tecnica. “Prato ha il potenziale. Ha la storia. Ha i ragazzi – conclude Tritto – ora serve la volontà politica di investire nello sport come strumento di crescita, coesione sociale e riscatto collettivo”


