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Ancora cellulari sequestrati durante i controlli alla Dogaia

Utilizzate tecniche sofisticate per captare i segnali ma non basta: alcuni detenuti gestiscono anche profili Tik Tok

PRATO – Nuove e sofisticate modalità di occultamento per aggirare i controlli e proseguire le attività illecite all’interno del carcere La Dogaia di Prato. È quanto emerso dall’ultima operazione investigativa condotta il martedì (28 aprile) all’interno della struttura, che ha portato al sequestro di ulteriori dispositivi di comunicazione.

L’intervento è scattato alle 8 nel reparto di media sicurezza, sesta sezione. Nella cella 143, occupata da due detenuti italiani, gli agenti hanno rinvenuto un mini smartphone con scheda Wind. L’apparecchio era stato abilmente nascosto in un incavo ricavato alla base della parete, sotto uno scrittoio. Un’ora più tardi, tra le camere 149 e 150, è stato individuato un secondo smartphone di marca Honor con scheda Digi Mobile, occultato in una botola dei cavedi tecnici. I ritrovamenti sono stati resi possibili grazie all’impiego di sofisticati strumenti di rilevazione elettronica che hanno captato i segnali provenienti dalle pareti.

Il fenomeno criminale all’interno del penitenziario pratese appare radicato, nonostante le massicce operazioni di bonifica effettuate il 28 giugno e il 22 novembre 2025. Dal settembre 2024 a oggi, sono stati sequestrati complessivamente settanta telefoni cellulari, di cui ben quarantatré nel solo 2025. Le indagini hanno inoltre evidenziato come numerosi Imei risultino tuttora attivi in entrambi i reparti, sia in alta che in media sicurezza, con detenuti in possesso persino di router per il collegamento internet e profili TikTok gestiti direttamente dalle celle.

Altrettanto allarmante è il dato relativo al traffico di stupefacenti. Sono stati infatti eseguiti trentacinque sequestri di droga per un totale di oltre 2,4 chilogrammi di cannabinoidi, circa 250 grammi di cocaina e quantità minori di eroina ed ecstasy. Le modalità di introduzione delle sostanze riflettono una preoccupante creatività criminale: dai classici passaggi durante i colloqui con i familiari o nei pacchi postali, fino all’utilizzo di fionde, frecce, droni e lanci manuali oltre il muro di cinta.

L’operazione è stata condotta dal personale della polizia penitenziaria di Prato, il cui contributo è stato definito prezioso per ristabilire il controllo nell’istituto. Le autorità auspicano ora un potenziamento delle misure tecnologiche, come la schermatura delle sezioni e l’impiego di disturbatori di frequenza.

© Riproduzione riservata

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