PRATO – “Nei giovani nutro una grandissima speranza e fiducia: rivolgiamo a loro le nostre attenzioni, affianchiamoli nel loro cammino, facciamo rivivere la Repubblica nelle loro idee e facciamola camminare sulle loro gambe. Sono certa che sapranno rinsaldare con passione l’orgoglio democratico e il senso profondo di appartenenza alla comunità unita e libera e sapranno essere protagonisti coraggiosi di un futuro migliore”. Questo, uno dei passaggi del discorso della prefetta, Michela La Iacona, pronunciato durante la cerimonia dell’anniversario della proclamazione della Repubblica tenutasi oggi a Prato.
Le celebrazioni hanno avuto inizio con l’ingresso dei gonfaloni dei Comuni della provincia e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Il prefetto, accompagnato dal comandante provinciale dei Carabinieri, ha passato in rassegna i reparti schierati.
Successivamente, come simbolo della partecipazione dei giovani ai valori e ai principi repubblicani, alcuni studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado Ics Mazzoni di Prato hanno disteso e consegnato la bandiera tricolore per la tradizionale cerimonia dell’alzabandiera a cui ha fatto seguito la deposizione della corona di alloro al Monumento dei caduti.
Quindi, è stata data lettura del tradizionale messaggio che il presidente della Repubblica, in occasione del 2 giugno, rivolge ai Prefetti.
A seguire, l’allocuzione del prefetto che, nell’evidenziare che “nel contesto internazionale è sotto gli occhi di tutti la fragilità attuale delle democrazie, poiché gli scenari di guerra nel mondo si sono moltiplicati, ha sottolineato che oggi dopo 80 anni, è ancora più che mai importante stare insieme per compiere una riflessione profonda sui preziosi valori che ci ha consegnato la scelta della Repubblica compiuta allora e sulla necessità di difendere quell’importante traguardo raggiunto. Siamo dunque chiamati con prepotenza a renderci protagonisti attivi della promozione della cultura costituzionale… e dobbiamo impegnarci convintamente per contribuire a salvaguardare quel baluardo che ci ha garantito 80 anni di libertà… Il dialogo e la condivisione sono strumenti indispensabili per la tenuta delle Istituzioni democratiche, al fine di ricercare convergenze nell’interesse esclusivo dei cittadini… abbiamo il dovere di ricordare che quello che oggi consideriamo un modo normale di vivere è stato ottenuto con un sacrificio altissimo di vite umane. Non è un patrimonio scontato ed acquisito per sempre, non possiamo rischiare di essere superficiali e, proprio quando come adesso le guerre sembrano voler prendere il sopravvento, è necessario ritrovare la spinta, la forza di impegnarci per ciò per cui vale veramente spendersi e, cioè, la libertà”.
Il prefetto ha quindi espresso gratitudine ai rappresentanti delle istituzioni per l’impegno profuso nell’esercizio del proprio ruolo e delle proprie prerogative, confidando che anche la società civile senta forte la responsabilità di rinvigorire il significato della legge fondamentale degli italiani facendo appello ad una coscienza unitaria votata alla reazione contro ogni forma di prepotenza, di sopruso, di intolleranza adoperandosi nella promozione dell’inclusione, della solidarietà, dell’uguaglianza, di tutti quei diritti inalienabili della persona che rappresentano le solide fondamenta della nostra convivenza.
Nel corso della cerimonia è stata consegnata l’onorificenza di vittima del terrorismo conferita dal presidente della Repubblica al primo capitan maggiore S.P.E. dell’esercito italiano Massimiliano Clementini.
Un altro momento suggestivo e particolarmente apprezzato è stato il dispiegamento del tricolore dalle mura del castello dell’Imperatore a cura del nucleo speleo-alpino fluviale del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, che ha idealmente avvolto la piazza nei colori della Repubblica.
L’intera celebrazione è stata accompagnata musicalmente dalla fanfara dell’Associazione bersaglieri di Firenze che, al termine della cerimonia, ha intrattenuto gli ospiti e la cittadinanza con alcune delle sue coinvolgenti esibizioni musicali (flik flok, la ricciolina, la variata, reggimento di papà , vent’anni allegramente), evocando un profondo attaccamento ai valori repubblicani e rinnovando il messaggio di coesione nazionale che la ricorrenza del 2 giugno rappresenta ogni anno e di cui costituisce una delle espressioni più alte.
Infine, a testimonianza del coinvolgimento del tessuto cittadino, con il contributo delle associazioni Confcommercio e Confesercenti, numerose vetrine dei negozi del centro sono state allestite con il simbolo tricolore.
La cerimonia del 2 giugno si è confermata, ancora una volta, un’occasione di unità, di memoria e di speranza per tutta la comunità.


