PRATO – È finita dopo nove anni la latitanza di Afit Tah, il 45enne cittadino marocchino arrestato ieri pomeriggio dai carabinieri nel pieno centro di Prato. L’uomo, ricercato dal giugno 2016, è stato intercettato in viale Vittorio Veneto, un’area da tempo monitorata dalle forze dell’ordine a causa del proliferare di episodi criminali.
Al momento del controllo, il 45enne ha cercato di eludere l’identificazione fornendo generalità false. Tuttavia, il nervosismo mostrato alla vista dei militari — insospettiti anche dal fatto che l’uomo portasse al collo un laccio con delle forbici fissate — ha spinto gli agenti a procedere con il fotosegnalamento. La procedura ha confermato la sua vera identità e l’esistenza di un mandato di cattura pendente: l’uomo è stato quindi arrestato e condotto al carcere della Dogaia.
Il provvedimento restrittivo risale al 7 giugno 2016 ed è legato a una lunga serie di rapine — ben otto — commesse tra il giugno 2015 e il febbraio 2016 ai danni di tabaccherie, farmacie, uffici postali e supermercati di Prato, spesso perpetrate con l’impiego di armi. A questo si aggiunge un ordine di esecuzione pena emesso dalla procura per ulteriori delitti, tra cui furti, lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale e spaccio di droga, che comporta una condanna definitiva di oltre due anni di reclusione e la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio nazionale.
Le indagini, che hanno portato alla cattura del latitante, hanno visto il fondamentale apporto della Squadra Mobile della questura di Prato. Il procuratore della Repubblica, Luca Tescaroli, nel dare notizia dell’arresto, ha sottolineato l’importanza dell’operazione come segnale di “continuità dell’impegno dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità multietnica operativa nel territorio pratese”.


