PRATO – Sembra essere tornati indietro di trent’anni. Eppure questo è lo stato delle cose: il gorone, all’altezza di via Abati alle spalle del Fabbricone, è di colore rosso e tutti i pesci sono morti.
“È evidente – è il commento di Pasquale Petrella, coordinatore dei comitati AriaNuova – che qualche fabbrica ha scaricato dei coloranti velenosi nel corso dell’acqua anziché servirsi delle condotte industriali che portano al depuratore. L’inquinamento è stato segnalato alla polizia locale, ma riuscire a risalire all’autore del misfatto sarà praticamente impossibile visto che il gorone è in gran parte intubato. Ma il dramma, per i residenti è che nessuno sembra avere la competenza per la pulizia e la cura di quel tratto del gorone che un tempo era la via dell’acqua per il buon funzionamento delle aziende tessili pratesi, e che oggi dovrebbe essere solo archeologia artigiana da salvaguardare e non da utilizzare per gli scarichi. Il letto del gorone si sta innalzando pericolosamente a causa dei detriti che nessuno si preoccupa di rimuovere. Le erbacce la fanno da padrone perché nessuno interviene per tagliarle. Topi e cattivi odori sono la regola contro cui i residenti si devono difendere. E in caso di forti acquazzoni il rischio è anche l’esondazione e l’allagamento. I residenti presto faranno una istanza ufficiale all’amministrazione per capire intanto di chi è la competenza di tenere quel tratto di gorone pulito e sotto controllo e poi perché si accertino le responsabilità di chi sistematicamente lo usa come canale di scarico di rifiuti”.


