PRATO – “La tramvia non è uno spot elettorale. È la rivoluzione della mobilità che Prato aspetta da decenni”. A dirlo è l’assessora regionale e coordinatrice di Casa Riformista – Orgoglio per Prato, Cristina Manetti.
“Ricordo a chi attacca il tracciato della tramvia che dimentica una cosa semplice: il treno porta da Prato a Firenze. La tramvia porta Prato dentro sé stessa. Partiamo dai fatti. Il primo tratto parte dalla stazione centrale di Prato, attraversa viale della Repubblica, tocca il Centro Pecci e arriva fino a Campi Bisenzio passando per il Macrolotto. 8,3 chilometri, 13 fermate, un tram ogni 4 minuti in città – spiega – E già questo è una prima, grande rivoluzione: per la prima volta Prato avrà un collegamento su rotaia che unisce la stazione al Pecci, cuore culturale della città. Un asse urbano moderno che oggi non esiste. Ma la tramvia non si ferma qui: è la spina dorsale di un sistema più ampio, che porta trasporto pubblico dignitoso a zone come il Macrolotto, Paperino, San Giorgio: quartieri dove oggi chi non ha l’auto è tagliato fuori”.
“E soprattutto apre una prospettiva nuova – conclude Manetti – per la prima volta Prato potrà sviluppare una visione moderna della viabilità urbana, con la possibilità concreta di nuove integrazioni future: con il ferro, con i bus, con la mobilità sostenibile. Non un’opera isolata, ma il primo tassello di un sistema. 9,5 milioni già stanziati. Progetto definitivo entro primavera 2027. Lavori nel 2028. Non sono promesse: sono atti firmati”.


