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Un piano stralcio per la mitigazione del rischio idraulico a Prato

La delibera è del commissario straordinario: uno strumento per prevenire e programmare gli investimenti per la sicurezza dei cittadini e del territorio

PRATO – Il Comune di Prato si è dotato del Piano-stralcio di mitigazione del rischio idraulico. 

Il percorso di aggiornamento ha preso le mosse lo scorso 7 agosto con la riunione in palazzo comunale a cui ha partecipato tra gli altri il Capo del dipartimento di Protezione civile Fabio Ciciliano

Uno strumento strategico per prevenire il rischio idraulico e programmare gli investimenti necessari alla sicurezza dei cittadini e del territorio. Il Comune di Prato si è dotato del Piano-stralcio di mitigazione del rischio udraulico (Pmri), frutto di un percorso promosso dal commissario straordinario e arrivato a termine con l’adozione di questo strumento.

L’incontro dello scorso 7 agosto in palazzo comunale, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione Eugenio Giani e del capo del dipartimento della protezione civile Fabio Ciciliano, ha dato il via nei mesi successivi allo svolgimento dei lavori della Commissione straordinaria a cui hanno preso parte tutti i soggetti che hanno competenza non solo nella gestione dell’emergenza, ma anche in materia di lettura del rischio sul territorio: il Ministero dell’Interno, con i vigili del fuoco; la Regione Toscana; i dipartimenti di protezione civile nazionale e regionale; l’Autorià di Bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale; il Consorzio di Bonifica 3 medio Valdarno Firenze e il colontariato di protezione civile provinciale.

Ai vari incontri, che si sono tenuti regolarmente in Palazzo comunale, hanno partecipato di volta in volta anche le varie società partecipate competenti Consiag, Publiacqua e Alia Plures e rappresentanti degli altri Comuni della Piana. All’interno della macchina comunale è stato poi creato il nuovo servizio Protezione civile e interventi strategici.

La mappatura che è scaturita dalla condivisione degli strumenti cartografici a disposizione di ciascun ente, dei modelli idraulici aggiornati, delle segnalazioni operative ricevute da Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari e quelle provenienti dai comitati cittadini e dai collegi e ordini professionali (auditi entrambi durante una delle riunioni della Commissione) ha costituito il fulcro del piano-stralcio. Sono state così individuate tre macro aree: quella a Nord, nell’ area collinare, dove la criticità principale è legata all’elevata velocità delle acque e alla capacità di trasportare detriti durante gli eventi di pioggia intensi. Nella pianura urbanizzata al centro l’elevato sfruttamento del suolo ha reso il territorio impermeabile e la criticità è perciò individuabile nella mancanza di capacità di drenaggio, tale da generare allagamenti locali diffusi. Infine nell’area di valle, a sud, il problema è rappresentato da fenomeni di rigurgito e ristagno.

Per ogni punto critico vengono adottate e approvate dal dirigente del Servizio delle schede operative dedicate, che contengono procedure predefinite per ridurre i tempi di decisione durante l’allerta.

Attraverso lo studio delle vulnerabilità del territorio, il Piano-stralcio porta all’individuazione anche degli interventi di manutenzione e infrastrutturali da effettuare in prevenzione. Grande attenzione, infatti, è attribuita alla fase pre evento, laddove il coordinamento tra gli Uffici comunali e gli altri soggetti competenti quando si parla di rischio idraulico permette di attuare interventi manutentivi e infrastrutturali mirati. Parlando di prevenzione, uno degli strumenti principali è la manutenzione a ciclo continuo: Consiag garantisce il controllo di griglie e tombamenti due volte al mese tutto l’anno, oltre a ulteriori verifiche pre e post allerta, Publiacqua ha il compito di pulire sistematicamente le circa 40mila caditoie del Comune entro ottobre, mentre Alia Plures interviene con lo spazzamento straordinario per evitare che foglie e detriti occludano le griglie dei pozzetti stradali.

Le ispezioni fisiche sui punti critici iniziano già con l’allerta gialla. Tra gli interventi infrastrutturali programmati ci sono lo spostamento del Fosso del Mulino, l’adeguamento dei tratti tombati come il Rio dei Malsani e, nella pianura urbanizzata, la creazione di cinque casse d’espansione, una sul torrente Vella e quattro sul Ficarello. Nel complesso sono dieci azioni individuate come prioritarie in previsione delle infrastrutture che devono essere realizzate dagli enti preposti, per un totale di quasi 7 milioni di euro di risorse comunali a cui si aggiungono per il momento 2 milioni e 900mila euro della Regione.

Per rendere più efficace il sistema di prevenzione, è stato implementato il sistema di monitoraggio, che si avvale non solo delle 296 telecamere del sistema di videosorveglianza cittadina per una video sorveglianza h24 di nodi sensibili come sottopassi e incroci stradali trafficati, ma anche di 10 occhi elettronici posizionati su punti con criticità idrauliche conclamate, di 3 telecamere AI dotate di un sistema di allerta che si attiva quando il livello dell’acqua raggiunge le soglie di guardia in corsi e tratti tombati problematici, di radar idrometrici e stazioni meteo complete.

A potenziamento di questa rete, l’Amministrazione commissariale ha acquisito due droni di ultima generazione progettati per operare anche in condizioni metereologiche avverse. Gli strumenti, recentemente entrati in dotazione, consentono un monitoraggio dall’alto e la restituzione di un quadro d’insieme immediato dell’eventuale evento alluvionale, raggiungendo subito aree difficilmente accessibili via terra.

© Riproduzione riservata

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