Giusti (L’Alternativa C’è”): “Il Pd si indigna per le parole, sui 6,5 milioni persi, nemmeno una parola”

Giusti: "È un meccanismo che conosciamo ormai molto bene: quando non si vuole rispondere alla domanda, si processa chi l’ha posta".

A seguito delle parole del segretario reggente del Partito Democratico Christian Di Sanzo a proposito dell’accusa di fascismo utilizzata dal consigliere Jonathan Targetti a proposito dei consiglieri di maggioranza che hanno disertato la commissione 6,  interviene il responsabile politico di “L’Alternativa C’è” Matteo Giusti.

“Ho letto – commenta Giusti – il comunicato del segretario reggente del Partito Democratico Christian Di Sanzo e, arrivato in fondo, ho cominciato a rileggerlo. Pensavo di essermi perso qualcosa .Una spiegazione sul perché, per la seconda volta consecutiva, i consiglieri comunali di maggioranza non si siano presentati alla Commissione 6, facendo mancare il numero legale. Niente. Una parola sui 6,5 milioni di euro di fondi PNRR persi per la piscina di Iolo. Niente. Una parola sul diritto dell’opposizione di esercitare la propria funzione di controllo. Niente.

In compenso c’è tutto il resto: l’indignazione, le parole “vergognose”, il “clima d’odio”, le fotografie che trasformerebbero sei consiglieri comunali in altrettanti “ricercati”. E naturalmente l’immancabile vittimizzazione di chi governa quando qualcuno ha l’ardire di chiedergli conto di come governa. È un meccanismo che conosciamo ormai molto bene: quando non si vuole rispondere alla domanda, si processa chi l’ha posta”.

“Jonathan Targetti – continua Giusti – ha utilizzato parole molto dure. E se ne assume la responsabilità politica. Ma trovo francamente surreale che il Partito Democratico riesca a produrre un intero comunicato per spiegarci quanto siano inaccettabili quelle parole senza trovarne una, una soltanto, per spiegare perché per due volte consecutive i propri consiglieri abbiano impedito alla Commissione competente di riunirsi.

Di Sanzo auspica un “confronto politico serio”. Siamo perfettamente d’accordo. Però al confronto, per farlo, bisogna presentarsi, non sfuggire celandosi dietro questioni capziose. E questo è il punto che tutta la cortina fumogena sull’odio, sul fascismo, sulle fotografie e sul linguaggio non riesce a cancellare”.

“C’è in questa maggioranza pratese – insiste Giusti – un’abitudine sempre più intollerabile: la pretesa di stabilire non soltanto quali domande possano essere poste a chi governa, ma persino con quale grado di indignazione sia consentito porle. Chiedere conto politicamente del comportamento di amministratori e consiglieri comunali non significa alimentare odio. Significa fare opposizione.

Mentre discutiamo delle parole di Targetti, infatti, – continua Giusti – resta lì una questione assai meno comoda: 6,5 milioni di euro di finanziamento PNRR sono stati persi. E per due volte la Commissione che dovrebbe fare chiarezza non ha potuto riunirsi. Poi chi lo denuncia diventa il problema. No. Di Sanzo cominci da questi fatti a indignarsi”.

© Riproduzione riservata

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