AVS Prato: caporalato Patrizia Pepe e Dixie, la responsabilità della filiera è una questione politica

Di Fina: "La responsabilità sociale d'impresa non può essere una bella frase da stampare sui siti aziendali o sulle campagne pubblicitarie"

PRATO – “Lo sfruttamento non è un incidente di percorso. La responsabilità della filiera è una questione politica”.

Sono le parole di Milena Di Fina responsabile del lavoro di Sinistra Italiana Prato a proposito della vicenda che coinvolge i marchi Patrizia Pepe e Dixie, sottoposti ad amministrazione giudiziaria dal Tribunale di prevenzione di Firenze su richiesta della Procura di Prato

Le indagini hanno fatto emergere un quadro gravissimo: lavoratori sottopagati, turni estenuanti, ferie e riposi negati, contratti inadeguati, buste paga artefatte, lavoro nero e condizioni di vita e di lavoro degradanti.

“Questa vicenda – continua Di Fina – ci dice una cosa molto chiara: non possiamo continuare a indignarci per lo sfruttamento soltanto quando emerge un’indagine giudiziaria. Dobbiamo avere il coraggio di guardare a come funziona l’intero sistema produttivo, perché lo sfruttamento non nasce dal nulla e non si esaurisce dentro le mura di un laboratorio.

Il provvedimento del Tribunale evidenzia inoltre un elemento politicamente fondamentale: la responsabilità non può fermarsi all’ultimo anello della catena produttiva. Alle aziende committenti vengono contestate carenze nella vigilanza sulle imprese alle quali affidavano le proprie lavorazioni, con un’agevolazione colposa delle condizioni di sfruttamento”.

“Non è credibile pensare che un grande marchio – precisa Di Fina – possa non sapere cosa accade nella propria filiera. Chi commissiona, chi stabilisce prezzi e tempi di produzione e chi beneficia economicamente di quella catena di lavoro ha il dovere di conoscere e verificare le condizioni in cui i propri prodotti vengono realizzati. La responsabilità sociale d’impresa non può essere una bella frase da stampare sui siti aziendali o sulle campagne pubblicitarie.

Non possiamo continuare a raccontare lo sfruttamento come una degenerazione circoscritta a qualche laboratorio irregolare o a qualche imprenditore senza scrupoli. Il problema è un modello produttivo che, attraverso catene di subappalto sempre più articolate e opache, consente a chi sta al vertice della filiera di beneficiare di costi più bassi e margini di competitività senza esercitare un controllo effettivo sulle condizioni di lavoro”.

“Il distretto pratese – conclude Di Fina-  conosce bene queste dinamiche. Per questo dobbiamo evitare due errori: da una parte minimizzare, dall’altra trasformare ogni vicenda in una contrapposizione tra comunità o nazionalità. Il problema non è l’origine di chi lavora o di chi fa impresa: il problema è lo sfruttamento, ovunque si manifesti, e un sistema economico che troppo spesso lo tollera o ne trae vantaggio”.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Prato
nubi sparse
15.1 ° C
16.2 °
13.2 °
61%
1.5m/s
75%
Sab
15 °
Dom
16 °
Lun
14 °
Mar
14 °
Mer
17 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS