PRATO – Sgomberato il presidio Sudd Cobas davanti all’azienda Acca di Seano.
Questa mattina (3 luglio) c’è stato l’intervento della polizia che ha sospeso la protesta dei lavoratori che bloccavano accesso e uscita dei mezzi dall’azienda di logistica.
Immediata la protesta del sindacato che invita i lavoratori alla mobilitazione in via Copernico.
Chi esulta, invece, sono gli imprenditori che avevano chiesto lo sblocco delle consegna.
“Oggi ha vinto lo Stato. Ha vinto la legalità. Ha vinto il diritto”. Con queste parole l’avvocato Nunzio Giudice, difensore degli imprenditori coinvolti nella vicenda Acca Srl, commenta lo sblocco avvenuto questa mattina a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, che ha consentito il ripristino dell’accesso al sito e il recupero della merce da parte dei legittimi aventi diritto.
“Non era pensabile – dichiara l’avvocato Giudice – che decine di imprenditori, titolari di merce regolarmente acquistata e interamente pagata, continuassero a vedere i propri beni bloccati all’interno dello stabilimento, subendo un danno economico rilevantissimo e mettendo a rischio la continuità delle proprie aziende e i posti di lavoro. Per settimane abbiamo cercato una soluzione esclusivamente attraverso il dialogo e nel pieno rispetto della legge. Fino all’ultimo, anche nella giornata di ieri, abbiamo tentato ogni strada possibile per raggiungere un’intesa pacifica. Purtroppo, ogni tentativo è risultato vano”.
L’avvocato Giudice sottolinea come l’intervento delle istituzioni abbia riaffermato un principio fondamentale dello Stato di diritto: “Nessuno può sostituirsi alla legge o impedire con la forza l’esercizio dei diritti altrui. La tutela della proprietà, della libertà d’impresa e del lavoro rappresenta un principio irrinunciabile del nostro ordinamento”.
Sin dall’inizio della vicenda, il legale degli imprenditori Nunzio Giudice ha presentato una querela chiedendo alla procura di accertare tutte le eventuali responsabilità penali emergenti dalle indagini.
“Riteniamo – prosegue il legale – che i fatti prospettino ipotesi di reato che saranno oggetto delle valutazioni della procura. Sarà l’autorità giudiziaria, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge, ad accertare ogni responsabilità”
L’avvocato Giudice ha quindi espresso un sentito ringraziamento alla magistratura, alle Forze dell’ordine e a tutte le istituzioni che hanno operato con equilibrio, professionalità e senso dello Stato per il ripristino della legalità. “Questa vicenda dimostra che il diritto può richiedere tempo, pazienza e determinazione, ma alla fine prevale sempre. Oggi non festeggiano soltanto gli imprenditori che hanno recuperato la disponibilità della propria merce. Oggi vincono la legalità, il lavoro, le imprese, la tutela della proprietà e il rispetto delle istituzioni. L’auspicio è che episodi come questo non abbiano più a ripetersi e che il dialogo rimanga sempre l’unica strada da percorrere, nel pieno rispetto della legge e dei diritti di tutti”.
I commenti
“I problemi dei lavoratori di Prato non si risolvono sgomberando un presidio sindacale. Si tratta di una decisione profondamente sbagliata. Non è questo il metodo per affrontare una vertenza complessa come quella della Acca con 95 lavoratori licenziati che non hanno ancora una soluzione occupazionale”. Lo dice Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del Pd Prato.
“Solo due giorni fa si era riunito per la prima volta il tavolo istituzionale. Quello era lo strumento per affrontare la vertenza e dare risposte sia ai lavoratori sia alle aziende. Solo con il dialogo, il confronto e l’aiuto delle istituzioni si possono risolvere i problemi del distretto. Le forzature e l’uso della forza non fanno altro che inasprire le tensioni in un territorio già provato. Era davvero necessario portare i lavoratori e gli operai in questura? Questa vicenda apre una crepa nella lotta allo sfruttamento che deve essere sanata il prima possibile. Altrimenti parlare di rispetto della legalità e lotta al caporalato rischia di non avere più alcun significato”.
“Quanto sta accadendo a Prato è inaccettabile: sulla Acca Srl si sono adombrate ipotesi di frode fiscale, sfruttamento lavorativo, caporalato, aggressioni e intimidazioni nei confronti di lavoratori sindacalizzati, e la stessa azienda ha annunciato oltre 90 licenziamenti. In una situazione simile, invece di concentrare l’attenzione su ciò che accade dentro l’impresa, sulla regolarità dei rapporti di lavoro, sulla destinazione delle commesse, sulla filiera produttiva e sulle eventuali irregolarità, sono stati puniti proprio i lavoratori e le organizzazioni sindacali che li stanno sostenendo e che hanno fatto emergere la crisi. Così Luca Rossi Romanelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale della Toscana, interviene sulla vertenza Acca Srl.
“Se questa vicenda è venuta alla luce – prosegue Rossi Romanelli – lo si deve alla denuncia dei sindacati e in particolare del Sudd Cobas, che da anni porta all’attenzione pubblica una situazione molto grave nel distretto pratese. Parliamo di aree della città e della sua economia in cui la politica e la legalità fanno fatica a entrare, dove esistono pezzi di sistema produttivo opachi e difficilmente controllabili, segnati da compressione dei diritti e presenza di interessi criminali organizzati. Una parte dell’imprenditoria cinese opera dentro questo quadro in modo del tutto incompatibile con la dignità del lavoro, con le regole contrattuali e con la sicurezza delle persone: questo è il punto che le istituzioni devono affrontare. Questa vertenza non è una normale crisi aziendale: colpire i lavoratori e chi li rappresenta significa rendere più difficile far emergere ciò che da anni resta nascosto o viene tollerato. Nei giorni scorsi abbiamo predisposto una mozione con cui chiediamo alla Giunta di assicurare la presenza attiva della Regione Toscana, anche attraverso l’Unità di Crisi Lavoro, al tavolo istituzionale convocato dalla Provincia di Prato d’intesa con il Comune di Carmignano. Riteniamo poi urgentissimo un confronto immediato con prefettura, Ispettorato territoriale del lavoro, Inps, Inail, Asl Toscana Centro, enti locali e autorità competenti”.
“Quello che è accaduto oggi a Prato è gravissimo e inaccettabile. Sgomberare un presidio sindacale mentre è aperta una vertenza su 95 licenziamenti non è gestione dell’ordine pubblico, è una scelta politica che scarica sui lavoratori il conflitto sociale invece di affrontarlo”. Lo dichiara Emiliano Fossi, segretario del Pd Toscana e deputato.
“Due giorni fa – prosgue – si era finalmente aperto il tavolo istituzionale sulla vertenza Acca. Era il segnale che serviva: istituzioni, sindacati e aziende insieme per trovare una soluzione. Oggi quel percorso viene smentito dai fatti, con lavoratori e operai portati in questura invece che ascoltati. Chi ha deciso questo sgombero dovrà spiegare perché si è scelta la linea dura proprio nel momento più delicato del negoziato“.
“Il distretto pratese – dice ancora – vive da anni una condizione difficile, tra crisi occupazionale e battaglie quotidiane contro lo sfruttamento e il caporalato. Se le istituzioni rispondono a chi protesta pacificamente con gli sgomberi, il messaggio che passa è devastante: si mina la fiducia nelle stesse istituzioni che dovrebbero garantire diritti e legalità”.
“Chiediamo – conclude Fossi – che si torni immediatamente al confronto, che si dia priorità alla soluzione occupazionale per i 95 lavoratori Acca e che si eviti ogni ulteriore forzatura. Il Pd Toscana sarà a fianco dei lavoratori, in presidio e al tavolo istituzionale, finché non si troverà una risposta giusta e concreta”.


