PRATO – Il candidato sindaco Jonathan Targetti ha firmato ieri un esposto diretto alla Corte dei Conti, e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Prato, in relazione all’operazione di cessione delle quote di GIDA S.p.A. (Gestione Impianti Depurazione Acque) ad Alia Multiutility S.p.A., avvenuta nel 2024. E lo ha fatto durante un incontro pubblico al circolo MCL di Paperino con la cittadinanza di Prato Sud.
L’esposto segnala un possibile danno erariale a carico di Alia, società a controllo pubblico, che nel 2024 ha acquistato GIDA sulla base di una valutazione di 13,5 milioni di euro, mentre il valore regolatorio indicato durante quei giorni da ARERA – l’unico giuridicamente applicabile in quel contesto – si attesta tra i 3 e 4 milioni.
“La lettera – spiega Targetti – con cui l’Autorità Idrica Toscana (AIT) chiedeva a GIDA i propri dati economico-patrimoniali “al fine di elaborare le tariffe di Publiacqua” – primo atto formale del procedimento che avrebbe portato alla cessione obbligatoria di GIDA – è datata 25 marzo 2024. La delibera con cui CTN ha venduto le proprie quote ad Alia è del 27 marzo 2024. Due giorni dopo.
Quando il Comune di Prato e CTN cedettero le quote valorizzando GIDA a 13,5 milioni – con una perizia, peraltro, commissionata dalla stessa GIDA e non da un soggetto terzo indipendente – era già formalmente avviato il procedimento che avrebbe imposto la cessione degli asset di GIDA a Publiacqua secondo i parametri regolatori ARERA, strutturalmente incompatibili con quella valutazione”.
“Il metodo adottato dalla perizia, – continua Targetti – basato sul patrimonio netto contabile, risulta essere del tutto inappropriato. Quando una società di depurazione viene inclusa nel Servizio Idrico Integrato – come era già previsto dalla normativa toscana per i gestori con prevalenza di acque civili – il prezzo di cessione non è libero: è fissato per legge da ARERA sul costo storico ammortizzato dei cespiti, e produce valori ben inferiori al patrimonio netto. Nessuno dei soggetti coinvolti avrebbe potuto legittimamente ignorarlo”.
“Questo esposto nasce da settimane di studio di numerosi atti pubblici. I numeri parlano chiaro: Alia, che è una società dei Comuni toscani e quindi dei cittadini, ha pagato una cifra che non rispecchiava il valore reale e il destino regolatorio già scritto di quella società. Vogliamo sapere chi sapeva, quando lo sapeva, e perché l’operazione sia andata avanti lo stesso. Non è un attacco politico indirizzato a qualcuno ma un atto di responsabilità verso i pratesi che quella Multiutility la finanziano con le loro bollette” dichiara Targetti.
L’esposto segnala inoltre che elementi dell’operazione GIDA figurano nell’atto di accusa della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nell’ambito del procedimento per corruzione che vede indagati l’ex Sindaca Ilaria Bugetti e l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci. Il candidato sindaco non entra nel merito dell’indagine penale, ma ritiene necessaria una verifica autonoma e indipendente sotto il profilo del danno erariale per estendere eventuali altre responsabilità politiche ed amministrative.


