PRATO – Ancora polemiche per la Tari a Prato.
“Nell’ultimo consiglio comunale, quello sugli aumenti della Tari, tutta la minoranza consiliare si è impegnata a riportare la discussione sui temi veri e sulle responsabilità politiche, rompendo la narrazione di comodo del Pd: quella con cui Matteo Biffoni riduce l’aumento della Tari alla mancanza di impianti e alle colpe della Regione o dello Stato. È lo schermo perfetto per non rispondere di ciò che pesa davvero sulle bollette dei pratesi: le scelte fatte in questa città e l’opacità dell’operazione Plures”, attacca Targetti.
“Mentre la minoranza porta avanti un lavoro serio per riportare la discussione dove deve stare — sulle responsabilità della politica e dei vertici della multiutility — cosa succede? La consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta esce sulla stampa e rilancia parola per parola la tesi di Biffoni: colpa della Regione, mancano gli impianti. In un colpo solo restituisce al sindaco l’alibi che tutta la minoranza gli aveva tolto giovedì, con interventi puntuali. Che sia calcolo o disciplina di partito, l’effetto è uno solo: fa il gioco del Pd pratese”.
“A fare riflettere sono soprattutto i tempi. Questa uscita arriva pochi giorni dopo l’inaugurazione del laboratorio Its nella sede di Estra a Prato, dove — sorridenti, tutti insieme — c’erano il sindaco Biffoni e il presidente Giani per il centrosinistra, e per Fratelli d’Italia nientemeno che il ministro Foti, l’onorevole Donzelli e la stessa La Porta, accanto ai vertici di Estra e Plures Macrì e Ciolini. Non è forse la fotografia plastica del vero partito che governa la Toscana? Il partito trasversale degli interessi comuni, dove Pd e Fratelli d’Italia frequentano le solite cene eleganti, si spartiscono la solita torta delle grandi società di servizi e poi, in favore di telecamere, recitano il teatrino dell’opposizione reciproca.”
“C’è poi la prova del nove. La Commissione consiliare che dovrebbe fare luce sulle partecipate — la numero 6, presieduta proprio da Fratelli d’Italia — sarebbe la sede naturale per vederci chiaro su Plures. Peccato che convocarla stia diventando un’impresa: rinvii, calendari che non si trovano, strane difficoltà a mettere all’ordine del giorno l’unico tema che conta. È uno strumento per esercitare controllo e trasparenza. Va usato“.
“Per questo ho chiesto – dice targetti – proprio durante l’ultima seduta del consiglio comunale, la convocazione di un consiglio straordinario interamente dedicato a Plures. Per portarlo in aula servono le firme di almeno sette consiglieri: lancio un appello a tutti i colleghi, di ogni schieramento, a sottoscriverlo. Sarà il modo più semplice per capire chi vuole discutere di Plures davanti ai cittadini e chi preferisce che se ne parli solo nelle foto delle inaugurazioni. Le firme si contano e quella è una fotografia che non mente.”
“Noi de L’Alternativa c’è non abbiamo torte da dividere con nessuno, ed è per questo che possiamo dire le cose come stanno. I pratesi hanno diritto di sapere come funziona davvero Plures, chi decide gli aumenti, con quali controlli e con quale trasparenza.”
“A Firenze Paolo Bambagioni ha avuto il coraggio di riunire l’opposizione per provare a costruire un’alternativa al sistema di potere del Pd, e guardo con interesse a questa iniziativa – conclude – Ma proprio da lì nasce la domanda che pongo qui a Prato: siamo sicuri che di quel sistema di potere non facciano parte anche Fratelli d’Italia e tutto il centrodestra? Perché, a giudicare dalle prese di posizione di La Porta, dalle foto in Estra, dagli scatti social di feste e inaugurazioni, dalle commissioni che non si convocano e dai silenzi su Plures, a Prato la vera alternanza non la offre chi si spartisce le stesse poltrone. La offre chi, come noi, quel tavolo lo vuole ribaltare”.


