PRATO – Il segretario reggente del Pd di Prato Christian Di Sanzo, deputato eletto nella ripartizione Nord e Centro America, si è recato a Boston il 30 aprile per una due giorni di incontri istituzionali. Al centro del viaggio un intervento alla Kennedy School of Government di Harvard, su invito dell’Harvard Italian Society e dall’associazione italiana del Massachusetts institute of technology (Mit), insieme al chapter degli alumni della Bocconi a Boston. Di Sanzo conosce bene Boston: nel suo percorso universitario ha studiato proprio al Mit, prima del dottorato di ricerca in ingegneria nucleare a Uc Berkeley e dell’esperienza da manager in McKinsey a Houston.
Davanti a una platea di studenti e ricercatori italiani, ha ripercorso il filo che da Prato lo ha portato negli Stati Uniti, passando per il liceo Copernico e l’università di Bologna. L’intervento di Di Sanzo si è incentrato sull’impegno in politica e sulla necessità che anche chi sta facendo un percorso internazionale all’estero si impegni per il futuro del nostro paese.
“Se siete qua è perché volete cambiare il mondo, è la stessa molla che mi ha portato negli Stati Uniti. L’impegno in politica per me è sempre stato il modo con cui ho pensato di poter riuscire a dare il mio contributo per un mondo migliore”, ha detto Di Sanzo agli studenti.
Tante le domande dalla platea: da quali dovrebbero essere le leve per la crescita in Italia a come poter rientrare in Italia e trovare soddisfazione professionale. Di Sanzo ha ribadito come il governo Meloni abbia fatto scelte di bilancio non improntate alla crescita, mentre il paese avrebbe bisogno di scelte coraggiose.
“C’è purtroppo ancora poco interesse ai giovani, alla loro formazione e all’offrire opportunità lavorative improntate all’innovazione”, ha detto. Il tessuto italiano di piccole e medie imprese spesso non riesce a competere nel panorama globale, e proprio qui l’azione del governo dovrebbe accompagnare le Pmi a creare e ricercare posizioni qualificanti ad alta specializzazione, combinando ricerca scientifica e industria. “Le scelte della politica troppo spesso sono prive di un approccio analitico – data driven, basato sui dati – che invece dovrebbe accompagnare l’azione del parlamento e del governo”, ha aggiunto Di Sanzo.
Di Sanzo ha però invitato studenti e ricercatori a “sporcarsi le mani” con la politica, perché “le competenze acquisite da chi sta facendo un percorso all’estero possono essere una risorsa per il Paese”.


