PRATO – Gabriele Agati, candidato al Consiglio comunale di Forza Italia interviene con una serie di proposte dopo l’aggressione subita da un ragazzo la notte tra l’11 e il 12 maggio in Piazza Mercatale. “Prato ha un problema di sicurezza e degrado urbano che non è più possibile considerare solo una percezione come ci hanno fatto credere in questi anni – dichiara Agati -. La materia è molto tecnica, e non ammette né improvvisazione né soluzioni facili a problemi complessi. L’ordinamento mette però a disposizione dei Comuni degli strumenti, che l’Amministrazione potrebbe attivare”.
“Da qui, le proposte che, come candidato al Consiglio Comunale, mi sento in obbligo – oggi più che mai – di mettere sul piatto perché siano discusse, valutate e, dopo il voto, messe in atto. Le linee di intervento sono sostanzialmente tre. La prima, istituire delle “zone a sorveglianza speciale”, come permesso dal nuovo D.L. Sicurezza, convertito in Legge il 24 aprile scorso. Semplificando, è possibile allontanare da queste zone non solo i soggetti che commettono reati, ma anche quanti tengano “comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, che impediscono la libera e piena fruibilità” delle zone. Insomma, prevenire un reato anziché stracciarsi, sempre troppo tardi, le vesti. Si tratterebbe di avviare una sperimentazione semestrale (prorogabile), intanto in Centro, ma con possibilità di estendere i confini di queste zone a sorveglianza speciale anche alle periferie”.
Agati prosegue: “La seconda, rendere pienamente operativo il Protocollo “segnalazione di vicinato” siglato tra il Comune e la Prefettura lo scorso 23 aprile (che rappresenta un rinnovo di quello già sottoscritto nel 2019, ma mai attuato dalla Giunta Biffoni). L’idea è quella di favorire il pattugliamento attivo da parte dei cittadini – che non ha niente a che vedere con le ronde, da deprecare – di modo che siano segnalate alle Forze dell’Ordine tutte le situazioni dubbie e che meritano l’intervento dell’autorità. Questo strumento consentirebbe un controllo ben più capillare, soprattutto in quelle zone – come le periferie – sulle quali l’azione dell’Amministrazione non si è mai fatta, per ragioni poco chiare, molto incisiva. Terzo, potenziare la “polizia di prossimità”, già esistente, con la creazione di punti di segnalazione (es., durante lo svolgimento dei mercati rionali), in modo da avvicinare l’Autorità al cittadino”.


