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Claudio Belgiorno festeggia il risultato elettorale e punta il dito: “Sconfitta del centrodestra colpa dell’onorevole La Porta”

Dichiarazioni choc del neoconsigliere comunale, eletto assieme a Rossella Risaliti: "Ha vinto Biffoni, non il Pd, ai minimi storici a Prato"

PRATO- “Durante la campagna elettorale sentivo il calore della gente. Soprattutto nelle periferie, spesso dimenticate da anni di pessima amministrazione Pd. Ed i risultati si sono visti: 4672 voti alla Lista Belgiorno Sindaco, in aggiunta a 21 voti disgiunti al sottoscritto. Siamo arrivati al 6,94% del totale, con picchi tra il 13% ed il 17% tra Chiesanuova, San Paolo e San Giusto. Voglio ringraziare i candidati che mi hanno supportato in questo percorso ed i pratesi che ci hanno dato fiducia accordandoci il loro voto”. È così che Claudio Belgiorno ha commentato l’esito delle urne, a poco meno di quarantotto ore dallo scrutinio.

La sua lista esprimerà due consiglieri, tra i banchi dell’opposizione: accanto al Belgiorno, è stata eletta anche Rossella Risaliti. A bocce ferme però Belgiorno, che ha più volte ribadito la sua appartenenza all’area di centrodestra, analizza il voto in un’ottica complessiva. “Voglio far notare che si tratta di una vittoria di Biffoni, non certo di un Partito Democratico che con il 28,63% dei consensi ha fatto registrare il proprio peggior risultato di sempre a Prato, in termini di comunali. Dall’altra parte, penso che la responsabilità politica della disfatta del centrodestra sia attribuibile ad un’unica persona. E questa persona è Chiara La Porta”.

E nell’attaccare la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Belgiorno mette in fila gli avvenimenti dell’ultimo anno, successivi al commissariamento del Comune. “Chiara La Porta ha lavorato a lungo per candidarsi a sindaco: prima si era candidata alle regionali dopo esser stata di fatto mandata via dal Parlamento, e non mi soffermo oltre. Una volta eletta, si è nei fatti ‘autocandidata’ a sindaco per tre mesi, dall’ottobre dello scorso anno allo scorso gennaio, ribadendo più volte di essere disponibile a correre, salvo poi ritirarsi dalla corsa – ha continuato Belgiorno, accusando la consigliera regionale di aver “bruciato” diversi potenziali candidati – La Porta ha poi individuato Barone, la cui candidatura è durata fino al post-referendum, bruciando anche le candidature di Irene Sanesi, Claudiu Stanasel e Rita Pieri. La ‘vicenda Pieri’, in particolar modo, è emblematica: dopo averla individuata come potenziale candidata, la consigliera regionale ha virato su Sangermano incassando un no, per poi tornare da Rita quando mancavano solo sette giorni alla scadenza a tentare di convincerla, inutilmente. Io penso che il centrodestra abbia in prospettiva forza, capacità e voti per governare la città, ma certi errori non possono e non devono essere ripetuti. Invito gli esponenti di tutti i partiti dell’area di centrodestra a trovare il coraggio di dire la verità. E a trovarci attorno ad un tavolo, per ripartire uniti e provare a vincere”.

© Riproduzione riservata

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