«Pur non avendo avuto occasione di conoscerci direttamente, al commissario Sammartino e ai tre sub-commissari va la mia gratitudine sincera e, credo, quella di tutti i pratesi che hanno tenuto gli occhi aperti. Sono arrivati in una città che aveva bisogno di essere amministrata, non raccontata.
E hanno amministrato: il piano di mitigazione del rischio idraulico, dieci interventi concreti sui nodi più critici, la videosorveglianza finalmente potenziata con tecnologie IA, il tavolo del distretto tessile riaperto dopo anni di abbandono, il percorso per la Curation Facility rimesso in carreggiata. Tutto in undici mesi. Senza fanfare, senza passerelle, senza proclami.
Le saremo riconoscenti a lungo» così Cosimo Zecchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
Il punto, però, non è solo quello che Sammartino ha fatto. È quello che la sua presenza ha reso impossibile nascondere.
«Il commissario ha citato Einaudi: bisogna conoscere per deliberare. Bene. Allora conosciamo i fatti. Il rischio idraulico era un tema aperto da anni. La videosorveglianza lacunosa era un problema noto. Gli impianti sportivi sapevamo essere assolutamente inadeguati. Niente di tutto questo era invisibile, era semplicemente scomodo da affrontare. Lo dicevamo da tempo, in aula e fuori, e ci rispondevano con retorica vuota e rinvii» prosegue Zecchi.
Un commissario straordinario, privo di mandato elettorale e con un orizzonte temporale limitato, ha fatto in meno di un anno quello che una giunta eletta non ha fatto in anni. Non è un paradosso: è una condanna. Silenziosa, documentata, inappellabile.
«Sammartino ha apprezzato la laboriosità dei pratesi e la loro capacità di ripresa. Anch’io la apprezzo. Quella laboriosità diventa un metro di paragone per tutta la città. La nuova, vecchia, amministrazione torna al Palazzo Comunale e ci torna con questo metro di paragone. Noi saremo lì, ogni giorno, a ricordarglielo» aggiunge Zecchi.
«Grazie, commissario Sammartino. Ha dimostrato che si poteva fare, che si poteva fare bene e che bastava volerlo. Ed ha dimostrato che l’amore per la città è prima di tutto buona e attenta amministrazione.»


