PRATO – Un’attività incessante e ‘a tutto campo’ per difendere l’economia sana del territorio e colpire al cuore i patrimoni accumulati illecitamente.
I finanzieri del comando provinciale di Prato hanno celebrato il 252esimo anniversario della fondazione del Corpo con una cerimonia sobria ma densa di significato nella caserma di via Ferrucci. Davanti al comandante provinciale, il colonnello Raimondo Galletta, e al prefetto Michela La Iacona, sono stati tributati gli encomi ai militari che si sono distinti nelle operazioni più rilevanti. L’evento è stato l’occasione per tracciare il bilancio dei servizi effettuati dall’1 gennaio 2025 al 31 maggio 2026, un periodo che ha visto le Fiamme Gialle pratesi impegnate in ben 466 interventi mirati a contrastare l’illegalità economico-finanziaria e a bloccare i tentativi di infiltrazione criminale nel distretto tessile e non solo.
Il fronte della lotta all’evasione e alle frodi fiscali ha fatto registrare numeri importanti, con 130 persone denunciate per reati tributari e l’esecuzione di 7 misure cautelari personali per frodi Iva e bancarotta. Le indagini delegate dalla magistratura hanno portato al sequestro di beni e alla segnalazione di crediti d’imposta inesistenti per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Di questi, oltre 8,5 milioni riguardano una maxi truffa legata ai bonus edilizi, operazione che ha visto finire agli arresti domiciliari i due principali responsabili e ha portato al sequestro preventivo di un albergo, un opificio industriale, un’abitazione e tre società. Sempre sul piano della prevenzione, i militari hanno avanzato 173 proposte di cessazione della partita Iva e cancellazione dalla banca dati europea delle imprese per soggetti a forte pericolosità fiscale, scovando inoltre 22 evasori totali e 166 lavoratori in nero o irregolari.
Un capitolo centrale dell’attività investigativa ha riguardato il contrasto al contrabbando e alle frodi doganali, fenomeni che colpiscono direttamente il fulcro del Distretto del tessile e dell’abbigliamento. L’accaparramento illecito di materie prime a prezzi stracciati altera infatti la sana concorrenza a danno degli imprenditori onesti. In questo comparto, i controlli hanno portato al sequestro di 737mila capi di abbigliamento e ben 9,8 milioni di metri di tessuto, per un valore di oltre 20 milioni di euro e un’evasione di dazi e Iva all’importazione quantificata in 5,2 milioni. Grazie alla stretta sinergia con l’Agenzia delle Dogane, oltre 7 milioni di euro sono già confluiti nel Fondo Unico di Giustizia, mentre sono in corso le procedure di vendita per un altro stock di merce sequestrata stimato in 16 milioni di euro. Nel settore dei controlli quotidiani sul territorio, un’accurata analisi preventiva ha permesso di riscontrare irregolarità nel 70 per cento delle 1057 ispezioni sulla corretta emissione degli scontrini, mentre i 61 controlli sul pagamento del canone televisivo speciale negli esercizi pubblici hanno registrato il 100% di violazioni.
La piaga dello sfruttamento della manodopera è emersa in tutta la sua gravità in due distinti contesti operativi che hanno portato all’arresto di 5 persone per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e caporalato. I finanzieri hanno scoperto condizioni di lavoro pesantemente vessatorie, con operai costretti a turni massacranti di oltre 12 ore al giorno, sette giorni su sette senza alcun riposo, pagati esclusivamente in contanti e privati di qualsiasi tutela previdenziale. Sul versante della spesa pubblica e della tutela dei fondi nazionali ed europei, il Corpo ha eseguito 87 interventi: sono stati controllati appalti e investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza per circa 2 milioni di euro, svolti 51 controlli sulle nuove misure di inclusione e sul vecchio reddito di cittadinanza e 4 verifiche sul diritto allo studio. Una forte collaborazione con la Procura europea ha generato 6 indagini con 12 denunciati e sequestri per oltre 20 milioni di euro, mentre un dirigente è stato segnalato alla Corte dei Conti per un danno erariale di 300mila euro.
Massimo impulso è stato dato anche al contrasto della criminalità organizzata e al riciclaggio, comparto in cui sono state denunciate 15 persone, accertando flussi di denaro sporco per oltre 3 milioni di euro e avanzando proposte di sequestro per 22 milioni, dopo aver analizzato 447 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette. Per reati societari e fallimentari i denunciati sono stati 14 (di cui 4 arrestati), a cui si aggiungono 3 denunce per usura ed estorsione. Di assoluto rilievo è l’esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale antimafia disposta dal tribunale di Firenze su richiesta della Procura: si tratta del primo caso a Prato e in Toscana in cui un evasore fiscale qualificato, gestore di fatto di una filiera di aziende ‘apri e chiudi’ che aveva accumulato oltre 3,5 milioni di euro di debiti con l’erario, è stato riconosciuto socialmente pericoloso, subendo la confisca di un immobile e di quote societarie per un valore di 1,1 milioni. Nell’ambito delle verifiche sui flussi monetari, un’unica ispezione antiriciclaggio ha permesso di contestare oltre 1400 operazioni frazionate irregolari, per le quali è prevista una sanzione amministrativa che può oscillare tra i 410mila e i 20,5 milioni di euro.
A chiudere il bilancio sono le attività di contrasto ai traffici illeciti e il presidio del territorio. I reparti pratesi hanno sequestrato complessivamente 8,3 chilogrammi di droga, denunciando 77 spacciatori. La lotta alla contraffazione e alla tutela dei consumatori ha visto il sequestro di altri 900mila metri di tessuto, oltre 15 milioni di prodotti non sicuri o falsamente etichettati come specialità italiane e 2,6 tonnellate di generi alimentari fuori norma. Un controllo economico del territorio che si è affiancato al costante concorso nel mantenimento dell’ordine pubblico: i Baschi Verdi della Sezione pronto impiego dell’antiterrorismo hanno garantito una presenza massiccia in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi, totalizzando 1828 giornate di servizio nel 2025 e altre 544 nei primi cinque mesi del 2026.


