PRATO – “Come possiamo aprire “nuove stagioni” con abitudini vecchie? Personalmente, dalle associazioni e dalle categorie economiche mi aspetto molta attenzione alla visione che i candidati a sindaco hanno della città. E soprattutto che puntino ad una vera discontinuità con il passato. Il programma elettorale non può essere l’unico aspetto, in una città commissariata e sulla quale le inchieste della procura stanno facendo emergere elementi inquietanti. In questo scenario, mi verrebbe da dire, che senso ha ragionare in primis di programmi elettorali?”. È la provocazione di Gianluca Banchelli, a margine del confronto tra candidati a sindaco promosso da Federalberghi.
Da manager, mi sono occupato del piano strategico di marketing di un altro capoluogo di provincia in Toscana: faccio questa premessa solo per inquadrare il contesto e per ribadire comunque come sia importante puntare sulla promozione della nostra città anche in chiave turistica – ha aggiunto Banchelli – ma dobbiamo pensare anche all’immagine che Prato dà di sé all’esterno, dopo tutto quel che è accaduto nell’ultimo anno: non possiamo e non dobbiamo far finta che non sia successo niente. Che messaggio diamo fuori dalle mura, se fingiamo di fatto che il commissariamento dell’amministrazione Pd non sia mai avvenuto? Senza dimenticare il lavoro della procura, che sta facendo emergere indizi di potenziali rapporti tra criminalità organizzata, anche di matrice cinese, ed istituzioni politiche. Elementi che, se confermati dal prosieguo delle indagini, devono rappresentare a maggior ragione un motivo ulteriore per chiedere con ancora più convinzione ed ottenere discontinuità in termini di amministrazione comunale”.
“Noi, come città – conclude – come associazioni e come cittadini, non abbiamo nulla a che fare con quelle che sta emergendo dalle inchieste: questo deve essere il messaggio”.


