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domenica 26 Aprile 2026
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Sofia Perretta, Candidata al Consiglio Comunale di Prato (Lista Lega) si rivolge a Monsignor Nerbini

Sofia Perretta: "Perché la voce dei giovani non è abbastanza matura?"

PRATO – Pubblichiamo la lettera a firma Sofia Perretta, Candidata al Consiglio Comunale di Prato (Lista Lega), e indirizzata a Monsignor Giovanni Nerbini, Vescovo di Prato.

A Sua Eccellenza Reverendissima
Mons. Giovanni Nerbini, Vescovo di Prato
Oggetto: In risposta alla Sua nota pubblica sulle prossime elezioni amministrative.
Eccellenza Reverendissima, Le scrivo con il cuore aperto di chi ama Prato e condivide la stessa fede. Mi chiamo Sofia Perretta, ho diciotto anni e ho scelto di candidarmi al Consiglio Comunale con la Lega. Sono consapevole di essere giovanissima, e forse è proprio per questo che alcune parole della Sua nota pubblica mi hanno colpita in modo particolare, invitandomi a questo dialogo. La domanda che mi pongo: perché “adulti”?
Nella Sua dichiarazione, Eccellenza, ha scritto che si rallegra di vedere “fedeli adulti capaci di spendersi per il bene comune”. Quell’aggettivo – adulti – mi ha scossa. Sento il bisogno di chiederLe un chiarimento, perché mi sembra un’espressione ambigua. Significa forse che i giovani non sono ancora pronti a “spendersi per il bene comune”? Che la loro voce non
è abbastanza matura per meritare l’incoraggiamento della Chiesa? La Bibbia stessa ci insegna il contrario, offrendoci due esempi assoluti del coraggio dedei giovani.
Davide era un ragazzo quando affrontò Golia, il gigante di fronte al quale gli uomini tremavano. E Maria era giovanissima quando pronunciò il suo ‘sì’ cambiando per sempre il corso della storia umana. Spesso sono proprio la giovinezza e la fiducia in Dio a determinare quel coraggio che la prudenza degli adulti soffoca.
Il Golia del “sistema Prato” nella Sua nota, Eccellenza, ha indicato come principale urgenza “le difficoltà del sistema economico, con particolare riferimento al comparto tessile”, un tema che tocca la vita di tante famiglie pratesi. Tuttavia, credo fermamente che nessun problema possa essere affrontato e risolto senza un rinnovamento morale profondo.
Prato attraversa una crisi morale senza precedenti. Un’amministrazione dimissionaria a
seguito di un’inchiesta giudiziaria che ha portato alla luce un intreccio inquietante tra politica, imprenditoria e potere massonico. Recentemente il Procuratore di Prato Tescaroli ha parlato del pericolo gravissimo della criminalità organizzata nel nostro territorio. Questo è il vero Golia da abbattere con il coraggio della Verità. Un coraggio che appartiene a noi giovani, perché non siamo stati ancora assorbiti dal sistema. Il coraggio dei testimoni moderni
Le ricorderà, Eccellenza, che qualche tempo fa ebbi l’opportunità di regalarLe una maglietta con l’immagine di Charlie Kirk. Lo feci con la stessa gioia con cui si dona qualcosa in cui si crede davvero. Charlie è un santo della modernità, un giovane che ha scelto di testimoniare con coraggio i valori cristiani nella sfera pubblica, in un contesto culturale che cerca in ogni modo di emarginare e ridicolizzare quella fede. L’esempio di Charlie risplende come un faro davanti a una Chiesa che sembra smarrita, incerta su come parlare al mondo contemporaneo senza cedere al conformismo.
L’identità cristiana di Prato: un patrimonio da difendere. In questo momento, Eccellenza, è in gioco qualcosa di più profondo delle questioni amministrative: dobbiamo difendere l’identità cristiana di Prato, e dobbiamo farlo sull’esempio di uomini come Francesco di Marco Datini, un grande mercante e un grande innovatore, ma anche un grande benefattore. Egli fu la dimostrazione vivente che economia e solidarietà possono camminare insieme.
L’identità e la cultura cristiana non sono un ornamento del passato. Chiedo alla nostra Chiesa di essere in prima fila in questa difesa, non di restare in disparte per evitare di disturbare qualcuno. Troppa equidistanza diventa ambiguità. Non posso nascondere, Eccellenza, la mia perplessità sul suo desiderio di assoluta equidistanza.
Come è possibile mettere sullo stesso piano candidature che difendono i valori
cristiani della vita e della famiglia e chi si presenta in liste che li contraddicono
apertamente? Mi riferisco, in particolare, a una notizia sconcertante: come è possibile che un dirigente della Curia possa scegliere di candidarsi per sostenere Matteo Biffoni, firmatario di un disegno di legge regionale per il congelamento degli ovociti e l’introduzione di un sistema di nascite programmate? Si tratta di una proposta che contrasta in modo frontale con la dottrina morale e familiare della Chiesa. Per brevità non parlo delle posizioni di Matteo Biffoni sul consumo di droghe leggere o su altri temi ultra-progressisti, tutti argomenti che Lei conosce perfettamente e che non può nascondere come polvere sotto il tappeto. Non chiedo che i pastori facciano campagna elettorale. Chiedo, con rispetto ma con chiarezza, che non ci sia ambiguità sul confine tra testimonianza cristiana e complicità con chi quella testimonianza la contraddice.
Una richiesta di preghiera Concludo, Eccellenza, con una richiesta semplice e sincera: preghi per me e per tutti i giovani che in questo momento difficile hanno di non cedere al cinismo, ma di battersi per questa città e per i suoi valori più profondi, sulla via della Verità e del bene.
Davide prese la sua fionda e avanzò verso Golia. Maria disse sì all’Angelo. Noi giovani di Prato stiamo cercando, a modo nostro, di fare lo stesso.

Con rispetto e con affetto,
Sofia Perretta
Candidata al Consiglio Comunale di Prato, Lista Lega

© Riproduzione riservata

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