PRATO – Si chiude il cerchio sulle attività illegali e sugli abusi commessi all’interno di uno studio medico nel cuore della città di Prato. La procura ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di una dottoressa, medico endoscopista e titolare dello studio, e del marito, privo di qualsiasi titolo abilitante o competenza sanitaria.
La vicenda, emersa nel dicembre 2025 con l’applicazione dei primi provvedimenti cautelari, si è arricchita di nuovi e pesanti elementi a carico dei coniugi a seguito di sette mesi di approfonditi accertamenti condotti dalla Squadra Mobile pratese. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la titolare promuoveva sui social network pratiche invasive quali l’idrocolonterapia e il breath test facendole passare per trattamenti medici idonei a ripulire il colon e a dare sollievo a chi soffriva di patologie gastrointestinali, indirizzando poi le pazienti direttamente al marito. Due consulenti tecnici nominati dalla Procura hanno tuttavia ribadito come tali procedure rientrino strettamente nella pertinenza sanitaria – prescritte da un medico ed eseguite da personale qualificato – e comportino persino rischi di perforazione del colon, motivo per cui l’uomo non avrebbe mai potuto praticarle.
Il quadro concorsuale si aggrava drasticamente per la posizione dell’uomo, attualmente sottoposto all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Oltre all’abuso della professione medica contestato a entrambi – con la dottoressa accusata di aver diretto e determinato l’attività del coniuge –, il marito deve rispondere di violenza sessuale aggravata. Sono ben dodici le donne, di età compresa tra i 30 e i 59 anni, che hanno trovato il coraggio di collaborare con le forze dell’ordine denunciando le molestie e gli abusi subiti durante le sedute.
Dalla procura parte un nuovo e accorato appello rivolto a tutte le eventuali altre pazienti che possano aver subito comportamenti prevaricatori o violenze all’interno della struttura, affinché si facciano avanti per sporgere denuncia.


