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Vertenza Acca, aperto il primo tavolo istituzionale: al centro la tutela dei 95 lavoratori

L'obiettivo condiviso è quello di favorire un dialogo tra le parti, mettendo a disposizione il ruolo delle istituzioni come elemento di facilitazione

PRATO – Si è svolto questo pomeriggio a Palazzo Banci Buonamici il primo tavolo di confronto istituzionale dedicato alla vertenza che interessa l’azienda Acca di Seano. L’incontro, convocato dal presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, d’intesa con l’amministrazione comunale di Carmignano, ha visto la partecipazione del sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti, del vicesindaco Federico Migaldi, del sindaco di Prato Matteo Biffoni, del vicesindaco Diego Blasi, dei rappresentanti del sindacato Sudd Cobas, Luca Toscano e Sara Caudiero, insieme a una delegazione dei lavoratori, e dell’avvocato dell’azienda Acca, Fabio Beconcini.

L’incontro ha rappresentato un primo momento di confronto sulla complessa situazione che coinvolge 95 lavoratori. L’obiettivo condiviso è quello di favorire un dialogo costruttivo tra le parti, mettendo a disposizione il ruolo delle istituzioni come elemento di mediazione e facilitazione, per arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione che garantisca il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e ne favorisca la ricollocazione.

Dopo la positiva conclusione della vertenza relativa all’azienda L’Alba, che ha già consentito la ricollocazione di nove dei diciotto lavoratori rimasti senza occupazione, la Provincia di Prato rinnova il proprio impegno, insieme ai Comuni di Carmignano e Prato, nel promuovere il dialogo tra tutte le parti coinvolte.

“È stato un primo incontro importante e utile – dichiara il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai – perché ha consentito di riportare il confronto sul piano istituzionale, affrontando una vicenda che riguarda la perdita del posto di lavoro di 95 persone. Il dialogo si è svolto in un clima serio e responsabile, con il contributo del sindacato Sudd Cobas, dei rappresentanti dei lavoratori e dei legali dell’azienda. Questo confronto rappresenta un primo passo per definire il percorso delle prossime settimane. Come Provincia di Prato, insieme ai Comuni coinvolti, abbiamo promosso questo tavolo perché riteniamo fosse nostro dovere assumerci un ruolo attivo di fronte a una situazione così complessa – ha proseguito Calamai – Il nostro impegno è quello di utilizzare tutti gli strumenti istituzionali a disposizione per favorire la tutela dei lavoratori, sostenere il loro diritto all’occupazione e accompagnare un percorso di ricollocazione. Allo stesso tempo, sentiamo il dovere di ribadire una ferma condanna nei confronti degli episodi di violenza che si sono verificati sul territorio in relazione a questa vicenda. Si tratta di fatti inaccettabili, che non possono trovare alcuna giustificazione. Il ritorno attorno a un tavolo di confronto rappresenta quindi un primo passo concreto per costruire un percorso che auspichiamo possa portare, attraverso il dialogo, a risultati positivi per tutti i soggetti coinvolti”.

“Il tavolo aperto grazie all’impegno della Provincia e del Comune di Carmignano ha già raggiunto un primo importante obiettivo: mettere attorno allo stesso tavolo tutte le parti coinvolte e avviare un percorso di dialogo, riportando la vertenza Acca sul terreno del confronto sociale e sindacale. Questo rappresenta un passaggio fondamentale – ha sottolineato il sindaco di Carmignano Edoardo PrestantiL’altro obiettivo è quello di mettere al centro il futuro dei lavoratori che rischiano il licenziamento. Sappiamo che il percorso è complesso e in salita, ma questo tavolo costituisce un passo importante e registra la volontà delle parti di provare a individuare una soluzione, che potrà passare anche attraverso un impegno collettivo, a partire dalla stessa Acca, per favorire la ricollocazione dei lavoratori, garantendo loro la continuità del reddito e la tutela dei diritti acquisiti. L’impegno del Comune di Carmignano, insieme alla Provincia di Prato e al Comune di Prato, proseguirà anche nei prossimi incontri e continuerà fino a quando non sarà individuata una soluzione”.

“Siamo di fronte a un’emergenza immediata: cento persone che rischiano di perdere il posto di lavoro da un giorno all’altro, una prospettiva che non possiamo accettare – ha dichiarato il sindaco del Comune di Prato Matteo Biffoni – Non parliamo semplicemente di una discussione sulle condizioni contrattuali, che pure ha già giustamente motivato lo sciopero dei lavoratori, ma della perdita secca dell’impiego. Dietro questi cento posti di lavoro ci sono cento famiglie. È fondamentale e urgente che scattino immediatamente adeguate forme di tutela. Da parte nostra, l’impegno prioritario è quello di attivare ogni possibile strumento di protezione dei posti di lavoro. Per tutto ciò che rientra nelle nostre competenze, l’amministrazione comunale darà il massimo sostegno e farà la sua parte fino in fondo. Ringraziamo la Provincia per l’attivazione di questo tavolo di crisi e per averci convocato, dimostrando la centralità delle istituzioni unite a difesa del lavoro”.

“L’apertura di questo tavolo convocato dalla Provincia di Prato rappresenta un primo passo, importante, per cercare di risolvere una vicenda che consideriamo molto grave – ha aggiunto il vicesindaco del Comune di Prato Diego Blasi – Il tema politico della dignità di lavoratori e lavoratrici che rischiano il licenziamento riguarda anche la nostra comunità. Il Comune di Prato era presente al tavolo ed è pronto a fare la propria parte perché mette al centro la volontà di fare tutto il possibile per salvaguardare il lavoro di 95 persone”.

“Quello che si decide è il futuro di 95 persone che per anni hanno lavorato in condizioni di sfruttamento e che finalmente avevano conquistato un contratto e delle condizioni di lavoro degne. La posizione che abbiamo portato al tavolo è quella che stiamo portando avanti da giorni e parte da un dato di fatto, il lavoro c’è. E se il lavoro c’è vuol dire che ci sono tutte le condizioni per difendere e mantenere questi posti di lavoro – ha evidenziato Luca ToscanoL’Acca è solamente un nodo di un network logistico molto presente in Italia e in tutta Europa. L’idea è che questo network logistico lasci Prato è semplicemente illogica. Il sospetto, o meglio la convinzione che noi abbiamo è che si tratti di un’operazione che vuole semplicemente scappare dal costo del lavoro che è stato riportato, appunto grazie alle battaglie sindacali, a quello legale. Quindi per noi l’obiettivo di un lavoro che è iniziato oggi al tavolo sarà quello di garantire i posti di lavoro attraverso la continuità dei magazzini o attraverso il ricollocamento. Perché lo ripetiamo, quel lavoro verrà fatto e nessuno di noi vuole che quel lavoro torni a essere fatto da braccia e schiene sfruttate”.

© Riproduzione riservata

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