Sul piede di guerra il Comitato di vicinato di Grignano che torna a porre l’attenzione sullo stato di degrado dell’ex cantiere di via Meoni, che avrebbe dovuto ospitare appartamenti per padri separati, a tutt’oggi recintato ma abbandonato a se stesso con la vegetazione che l’ha ormai invaso.
“Intendiamo mettere a conoscenza la nuova Amministrazione Comunale e sollecitare un intervento immediato e concreto nell’area dell’ex-cantiere di Via Meoni a Grignano – commentano dal Comitato – A seguito della nostra segnalazione tramite PEC lo scorso 21 maggio, abbiamo preso atto dei rispettivi numeri di protocollo e della cortese telefonata del sub-commissario Francesco Pisani, il quale ci aveva assicurato il coordinamento tra le parti e l’inoltro della richiesta a Edilizia Pubblica Pratese e ad ALIA per un ripristino nel più breve tempo possibile.
Ad oggi, tuttavia, dobbiamo constatare con estremo rammarico che nulla è cambiato. L’unico provvedimento visibile è stato il posizionamento di alcuni cartelli con la dicitura “Ingresso vietato ai non addetti ai lavori”.
Dopo quasi 15 anni di totale abbandono e degrado subiti dal quartiere, riteniamo la posa di questi cartelli un atto del tutto insufficiente e insoddisfacente, che non risolve minimamente il problema igienico-sanitario e di sicurezza della zona, né tantomeno rispetta i regolamenti comunali vigenti sulla manutenzione delle aree private e dei cantieri.
In questo contesto di grave immobilismo degli uffici, ci teniamo a ringraziare pubblicamente il Consigliere Cosimo Zecchi, il quale è stato l’unico a dimostrare una reale vicinanza al nostro Comitato e a sostenere attivamente le ragioni dei residenti di Grignano durante tutto il delicato periodo del commissariamento.
I residenti non sono più disposti ad aspettare. Tutto ciò premesso, chiediamo a questo nuovo mandato sindacale un riscontro urgente e l’avvio effettivo delle operazioni di pulizia e sfalcio, affinché si dia finalmente seguito concreto agli impegni presi.
In mancanza di interventi celeri e risolutivi, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a tutelare il quartiere prendendo ulteriori e più severi provvedimenti nelle sedi opportune”.


