PRATO – Cosimo Zecchi (FDI), Consigliere comunale nel Comune di Prato, si dice soddisfatto del protocolo firmato ieri (23 aprile 2026) in Prefettura tra il Prefetto Michela La Iacona e il Commissario straordinario Claudio Sammartino: “Per la gestione dei gruppi di segnalazione di vicinato è una buona notizia – dichiara Zecchi – Lo dico senza riserve, e lo dico per un motivo preciso: nell’ultimo anno, come consigliere comunale, ho visto cosa significa incontrare cittadini esasperati che si sentono soli davanti a furti, episodi di degrado e situazioni che si ripetono senza che nessuno risolva davvero. Ogni volta che mi chiamavano, suggerivo loro di organizzarsi. Ho aiutato a formare diversi gruppi di zona perché credo in questa strada: non come soluzione ai problemi di Prato – che sono gravi e profondi – ma come primo passo concreto per non lasciare le persone sole. Quei cittadini hanno capito prima di buona parte della politica che qualcosa può cambiare se ognuno facesse la propria parte”.
Zecchi prosegue: “Il Commissario Sammartino ha avuto il merito di raccogliere questa spinta dal basso e di tradurla in uno strumento formale. Il protocollo riconosce formalmente ai cittadini un ruolo attivo nella prevenzione: segnalazioni più complete alle forze dell’ordine, tempi di risposta più brevi e distanze accorciate tra chi subisce un disagio e chi interviene, e – non è un dettaglio secondario – la costruzione di comunità di quartiere dove il cittadino smette di sentirsi abbandonato. Strumenti e vademecum operativi che fino a ieri molti gruppi spontanei non avevano. Bene così. Il prossimo passo sarà stanziare un minimo di risorse economiche per supportare questa attività, potenziarla sia nella formazione, la diffusione che negli strumenti che agiscono sulla deterrenza (cartelli, telecamere, varchi etc etc). Questo protocollo non risolve il fatto che Prato è stabilmente in cima alle classifiche nazionali per criminalità e il controllo di vicinato è un pezzettino del puzzle, non certo la soluzione. Quella responsabilità è politica, e questa campagna elettorale sarà il momento in cui i pratesi decideranno se continuare sulla strada che ha portato la città dove siamo, o provare davvero a cambiare. Il sindaco che uscirà dal voto ha davanti a sé un compito che non si può delegare ad altri: coordinare le forze dell’ordine sul territorio, portare le istanze di Prato ai tavoli del governo con la stessa determinazione con cui si difende una città, e affrontare il degrado urbano che rende certi luoghi più ospitali per chi delinque che per chi ci abita. Il controllo di vicinato funziona dove c’è una città che funziona. Costruirla è compito della politica”.


