PRATO – Un invito corale alla preghiera ma anche all’impegno, perché l’adorazione e la benedizione eucaristica «ci trovino costruttori di relazioni nuove, di emancipazione, solidarietà, condivisione e pace».
Lo ha detto il vescovo di Prato Giovanni Nerbini dal pulpito di Donatello al termine della solenne processione del Corpus Domini. Circa settecento i pratesi che hanno partecipato ieri sera, giovedì 4 giugno, a questo tradizionale appuntamento che si ripete ogni anno, con il Santissimo Sacramento portato dal Vescovo per le strade e le piazze del centro storico.
L’omelia. Prima c’è stata la messa in piazza Duomo concelebrata dal clero diocesano, poi la processione e infine la benedizione eucaristica dal pulpito. Dall’alto monsignor Nerbini ha tenuto l’omelia guardando la piazza con i fedeli. Ha invitato i presenti a pregare per la nuova amministrazione comunale e il rinnovato consiglio comunale, «dai quali dipende il bene della nostra città e di ogni suo singolo abitante».
Poi ha invocato il Signore «per i nostri giovani e adolescenti, spesso tentati dalla scorciatoia della violenza e che sembrano aver rinunciato a vivere mettendosi al margine della vita relazionale e sociale». Un pensiero anche per le famiglie «spesso non adeguatamente sostenute ed accompagnate nelle fatiche e nei disagi» e per gli anziani, che non sentono la gioia della vita «ma il suo peso amplificato dalle malattie e dalla solitudine».
Un invito alla preghiera è stato fatto anche nei confronti degli imprenditori e degli operai, «ogni giorno impegnati a raccogliere la grande sfida del lavoro, fonte di benessere dell’intera collettività e strumento di valorizzazione della persona».
Infine un auspicio: «non manchi mai a nessuno la possibilità di contribuire con il proprio impegno alla crescita di questa comunità e al sostentamento di sé e della propria famiglia».
I presenti. Alla celebrazione hanno partecipato le autorità, con il sindaco Matteo Biffoni arrivato con il gonfalone e i valletti comunali. Presenti anche il prefetto Michela La Iacona e i rappresentanti delle forze dell’ordine. La comunità ecclesiale ha preso parte alla processione nelle sue varie realtà, dai confratelli e le consorelle della Misericordia agli scout Agesci, dall’Azione Cattolica all’Unitalsi, dai terziari Carmelitani e Francescani ai Cavalieri dell’ordine equestre del Santo Sepolcro. Tutti insieme per confermare la propria appartenenza alla Chiesa e testimoniare la fede nella presenza di Cristo nell’Eucarestia.
«Questo sacramento che abbiamo portato in strada – ha sottolineato il vescovo Nerbini – è ancora oggi il segno e l’invito instancabile del Signore a cercare Lui, ed in Lui trovare ciò che ci manca». E poi: «L’Eucarestia non ci permette di ripiegarci in noi stessi, non ci chiude nei nostri privati interessi. Ci fa comprendere che siamo per il mondo».
La solennità del Corpus Domini è iniziata al mattino con una messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina de’ Ricci, pensata per gli anziani e le persone con disabilità, impossibilitati a partecipare alla processione serale. L’iniziativa è stata promossa dall’Unitalsi in collaborazione con la Misericordia.


