PRATO – Il Museo di Palazzo Pretorio si unisce al cordoglio per la scomparsa prematura di Rita Iacopino, ricordando con gratitudine il suo impegno e il suo contributo alla crescita culturale del museo, che ha diretto per dieci anni, dal momento della sua riapertura al pubblico nel 2014 fino al raggiungimento dell’età pensionabile nel 2024.
Laureata in Storia dell’arte con il massimo dei voti nel 1985, dopo le prime esperienze professionali al Ministero dei Beni Culturali e nel mondo dell’insegnamento Rita Iacopino è diventata un punto di riferimento per tutta la scena culturale pratese e toscana, fin dalla sua assunzione al Comune di Prato nel 1989.
Innamorata dell’arte e della sua città, ha dedicato il suo percorso alla tutela, alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio culturale pubblico, fino ad assumere la responsabilità della direzione del Museo di Palazzo Pretorio, tornato protagonista di una nuova stagione dopo il lungo e complesso intervento di restauro durato vent’anni.
Nel corso della sua carriera ha curato numerose pubblicazioni scientifiche, contributi storico-artistici e importanti progetti espositivi, portando il museo pratese al centro del panorama culturale nazionale e internazionale. Tra le mostre da lei promosse e curate si ricordano Officina Pratese. Da Donatello a Lippi (2013), Il corpo e l’anima (2015), Synchronicity. Contemporanei da Lippi a Warhol (2015), Legati da una cintola (2018), Effetto Leonardo. Opere dalla Collezione Carlo Palli (2019) e Dopo Caravaggio. Il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito.
È stata inoltre curatrice scientifica del nuovo allestimento della Galleria comunale 1858-2018, realizzato nel Palazzo Comunale in occasione dei 160 anni dalla fondazione della Galleria Comunale.
I dipendenti e i collaboratori del Museo di Palazzo Pretorio, che in questi anni hanno condiviso con Rita Iacopino il lavoro quotidiano, i progetti e le sfide dell’istituzione museale, le dedicano un ricordo affettuoso e la ringraziano per la dedizione e la professionalità con cui ha contribuito a rendere il museo un luogo sempre più aperto, partecipato e vicino alla comunità. Il museo conserverà la memoria del suo contributo come parte integrante della propria storia, e continuerà a portare avanti il suo impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.


